Oltre 1.500 giorni in una cella sovraffollata, risarcito il padre di Gessica Lattuca

Il genitore della ragazza scomparsa da 14 mesi vince la causa col ministero per le condizioni di detenzione contrarie alla Convenzione europea per i diritti dell'uomo

Il padre di Gessica Lattuca

Un risarcimento di 12.368 euro per 1546 giorni trascorsi in carcere in condizioni di sovraffollamento e, quindi, in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per i diritti dell'uomo che proibisce la tortura e il trattamento "inumano e degradante". Lo Stato pagherà questa cifra al 55enne favarese Giuseppe Lattuca, padre di Gessica, la ragazza, madre di quattro figli scomparsa nel nulla dall'agosto del 2018. 

Lo ha stabilito il Tribunale di Sorveglianza di Bolzano che ha rigettato il reclamo del Dipartimento dell'amministrazione della giustizia. Lattuca, assistito dall'avvocato Giuseppe Barba, è stato detenuto nelle case circondariali di Agrigento, San Cataldo e Caltanissetta in condizioni ritenute di sovraffollamento in uno spazio (nel periodo compreso dall’1 marzo 2011 al 6 ottobre 2016 e dal 22 novembre fino al 16 ottobre 2017) inferiore ai tre metri quadrati. 

Lattuca era finito in carcere per scontare un cumulo di pene per truffa ed evasione ed è tornato libero il 12 gennaio scorso. 

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