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Emergenza rifiuti a Favara, continua lo sciopero dei netturbini: strade invase dalla spazzatura

Da quindici giorni, gli operai hanno incrociato le braccia chiedono il pagamento di quasi tre mensilità di stipendio arretrate

 

Strade invase da tonnellate di spazzatura e operai che, non avendo ottenuto risposte concrete, continuano ad astenersi dal lavoro. E’ emergenza rifiuti a Favara dove da quindici giorni non si effettua la raccolta. Il vertice con il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciuffa, che, in video conferenza, ha incontarto i rappresentanti delle ditte, le organizzazioni sindacali e gli amministratori comunali di Favara non è servito a sbloccare la situazione. I lavoratori, che rivendicano il pagamento di quasi di tre mensilità di stipendio arretrate, continuano a presidiare - con un sit-in - il Municipio. Il sindaco, Anna Alba, si sarebbe recata a Palermo, dove avrebbe chiesto delle anticipazioni di cassa alla Regione. Somme che, se concesse, potrebbero servire al  pagamento di almeno una mensilità agli operai. 

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Il diritto, sancito dalla Costituzione, dei lavorati alla retribuzione è un motivo valido per indurre gli operai ad incrociare le braccia, così come dovrebbe essere garantito un servizio essenziale, qual è quello sella raccolta dei rifiuti. In alcune strade di Favara, complice anche il poco senso civico di molti che abbandonano i rifiuti in strada, l’aria è irrespirabile, i cumuli di  spazzatura crescono a vista d’occhio e, come se non bastasse l’emergenza Coronavirus, la situazione igienico sanitaria della città viene ulteriormente compromessa dall’interruzione del servizio. Una maxi discarica è stata formata nei pressi del cimitero comunale, così come un enorme cumulo di rifiuti segue l’area perimetrale del centro sociale di piazza Giglia. 

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