Blitz "Mosaico": Quaranta si pente, le intercettazioni: "Questo si inventa quattro cose ... rovina famiglie"

E' giugno del 2018 quando le cimici, piazzate dalla Squadra Mobile, registrano il dialogo che fa emergere il timore di eventuali accuse da parte del collaboratore di giustizia

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta

"Ora, tra altri due giorni, questo si inventa quattro altre .. quattro cose, questo bastardo, che ...inc... testa... questo che s'inventa quattro cose, questo... vedi che ha cominciato ... dovunque c'è lui! Malandrino di plastica! … Rovina famiglie! Appena diventano malandrini... e poi azzoppano le persone!”. E' giugno del 2018 quando le cimici, piazzate dalla Squadra Mobile di Agrigento, registrano questa conversazione. Un dialogo nel quale emergeva il timore di eventuali accuse da parte del collaboratore Giuseppe Quaranta.

L'ultimo pentito dell'Agrigentino, ecco chi è Giuseppe Quaranta

Dopo che era stata resa pubblica la collaborazione di Giuseppe Quaranta, tutti o quasi i componenti della presunta consorteria, "criticavano tale decisione, stigmatizzando la veridicità delle dichiarazioni rese dal pentito all’autorità giudiziaria e temendo fortemente che le sue dichiarazioni potessero coinvolgerli". 

Il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta viene ritenuto "attendibile" anche quando riferisce della presenza in territorio belga di alcuni di favaresi in occasione dell'omicidio di Mario Jakelich e del contestuale tentato omicidio di Maurizio Distefano, avvenuti a Liegi il 14 settembre del 2016.

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"Si deve segnalare per completezza che, in relazione all’evento omicidiario, rendeva dichiarazioni il favarese Rizzo Mario che per lungo tempo aveva vissuto in Belgio - ricostruisce il gip - .  La progressione dichiarativa dello stesso (Rizzo ndr.) è stata tormentata ed ondivaga avendo egli reso dichiarazioni auto ed eteroacusatorie alla Procura di Agrigento ed alla autorità giudiziaria belga in ordine ad un tentato omicidio, salvo poi parzialmente ritrattare la versione resa, ciò che di per sé osta - prosegue il gip - ad una valutazione positiva in ordine alla sua credibilità intrinseca. La mancanza, allo stato, di riscontri individualizzanti sulle dichiarazioni che Rizzo ha reso su detto evento aventi ad oggetto informazioni comunque acquisite solo de relato (dal cognato Russotto Gerlando Gerlando, da un lato,  e dal codetenuto Bellavia Antonio, dall’altro) inducono questo ufficio, in questa fase, - ha concluso il gip - a non utilizzare i verbali acquisiti in atti in attesa delle necessarie ulteriori verifiche".

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