Tassa sui rifiuti, i cittadini hanno già pagato ... ma arrivano le cartelle esattoriali

I contribuenti hanno versato al Municipio di Favara, cartelle e avvisi arrivano invece dal Comune di Agrigento. E' ricominciato il via vai dagli uffici comunali e dagli studi legali

Le cartelle esattoriali per la tassa sulla raccolta dei rifiuti, anno 2011, sono già arrivate. Nei prossimi giorni giungeranno invece a destinazione gli avvisi di accertamento per il 2013. Non sarà un Natale amaro perché i contribuenti devono aprire il portafogli e saldare, ma saranno – anzi già lo sono – giorni di rabbia. Perché quanti vivono a Favara Ovest hanno già, almeno la maggior parte, pagato. Ma hanno versato al Municipio di Favara. Adesso, le cartelle esattoriali e gli avvisi di pagamento che sono in arrivo sono del Comune di Agrigento. Una situazione paradossale. Ed è ricominciato il via vai, da parte dei contribuenti, dagli uffici comunali e dagli studi legali.

“Non si può costringere il cittadino che ha già pagato a dover sostenere i costi di uno studio legale – ha spiegato ieri l’avvocato Giuseppe Fanara - . Questo problema va risolto a monte. Il sindaco di Agrigento, consapevole dell’accordo che era stato raggiunto, deve fare in modo che la Serit rinunci alla riscossione delle cartelle esattoriali sulla Tia 2011. E’ una pretesa tributaria illogica”. In realtà dovrebbe essere appunto un problema fra enti: fra il Comune di Favara e quello di Agrigento. Un cittadino – seppur residente in un quartiere “ibrido” qual è stato “Favara Ovest” – non può certamente pagare due volte lo stesso servizio. Pagamento adesso richiesto, addirittura, con cartelle esattoriali che, in qualche caso, sono di 3.500 euro circa.

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Del “caso” Favara Ovest, tempo addietro, si occupò anche “Striscia la notizia”. I due Comuni – Agrigento e Favara – avevano anche raggiunto un accordo dopo che, appunto, era stato fatto d’ufficio – e dunque all’insaputa dei cittadini – il cambio di residenza. L’avvocato Giuseppe Fanara, già negli anni passati, ha impugnato e vinto il ricorso sugli avvisi di accertamento. Ma è pienamente consapevole del fatto che il cittadino non può essere costretto, non in questi casi almeno, a dover ricorrere ai legali per regolarizzare posizioni tributarie che sono già perfettamente in linea. 

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