"A Favara Ovest imposte illegittime, i Comuni sospendano le bollettazioni"

L'associazione dei consumatori “Konsumer” lancia l'allarme: "Le tasse verranno chieste due volte, ma potrebbero non essere legittime nemmeno una"

Le tasse verranno chieste due volte, ma potrebbero non essere legittime nemmeno una. Parliamo di Favara Ovest. A lanciare un allarme potenzialmente dagli effetti catastrofici (per le casse pubbliche, non per i poveri cittadini contribuenti) è l'associazione dei consumatori “Konsumer”, che con una lettera firmata dal coordinatore provinciale Giuseppe Di Miceli chiede al Municipio capoluogo di revocare gli accertamenti della tariffa di igiene ambientale per gli anni trascorsi, rinunciando anche a quelli giunti già ad una fase di riscossione esecutiva, ma sollecita anche il Comune di Favara a rimborsare “quanto indebitamente riscosso per l’imposta in discorso” e stimola i residenti di Favara Ovest a “presentare istanza di rimborso al Comune di Favara dell’imposta versata per il servizio di raccolta rifiuti, onde evitare la prescrizione del diritto alla restituzione”.

La vicenda è già nota: ai residenti di Favara Ovest, territorio che fino al compimento della procedura per la rettifica dei confini è e rimane agrigentino, sono stati notificati in questi anni accertamenti per mancati pagamenti della tassa sui rifiuti da parte del comune capoluogo, nonostante il servizio sia svolto da Favara ai sensi di un vecchio accordo stipulato dalle due amministrazioni ma mai tradotto in provvedimenti esecutivi. Ed è proprio qui che si sarebbe consumato il “papocchio” amministrativo: “da un'attenta lettura del verbale del 18/07/2005, stilato dopo aver sentito l’allora prefetto di Agrigento, riguardo alla consegna delle opere pubbliche realizzate dal Comune di Agrigento al Comune di Favara, nel territorio di Favara Ovest - dice Di Miceli - si evince che, tali opere pubbliche che all’epoca dei fatti erano lasciate in stato di abbandono, in quanto il primo ente locale non aveva adeguato personale per garantirne la manutenzione” venivano affidati a Favara, senza però che quest'ultimo potesse prenderne possesso. Quindi, conclude Di Miceli, “nulla risulta dovuto ai due Comuni a titolo d’imposta dai residenti in zona Favara ovest”. Se l'ipotesi fosse accolta dei giudici tributari, l'effetto sarebbe dirompente, anche perché vi sarebbe il rischio concreto che la Corte dei Conti possa chiedere a che titolo Favara ha fin qui investito soldi pubblici – incassandone solo in parte – per una porzione di territorio che non gli apparteneva.

Anche così non fosse, comunque, la questione della competenza e la titolarità rispetto alle imposte rimane una sorta di grande mistero: di certo, uno dei nodi più complicati da risolvere per gli enti anche quando, probabilmente in estate, sarà proclamato il referendum confermativo per sancire definitivamente la “favaresizzazione” del quartiere.

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