rotate-mobile
Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Favara

Traffico di cocaina dal Belgio, dopo la requisitoria spazio alla difesa: "Non c'era alcuna associazione"

All'udienza precedente il pm della Dda aveva chiesto 6 condanne fino a 24 anni di carcere. Spazio ai legali degli imputati: "Ipotesi accusatorie rimaste congetture"

"I contatti fra gli imputati astrattamente provati dalle celle telefoniche, restano delle mere congetture. Si parla di consegna di droga senza che sia stato mai sequestrato lo stupefacente e di incontri dell'organizzazione senza valutare possibili alternativa logiche. La realtà è che non esisteva alcuna associazione e che in questo processo c'è un importante vuoto probatorio".

Così l'avvocato Salvatore Virgone, ha replicato al pm Luisa Bettiol che, all'udienza precedente, aveva illustrato la sua requistoria chiedendo la condanna a 22 anni per il quarantottenne favarese Calogero Presti, accusato di essere un componente dell'associazione a delinquere che avrebbe smerciato in Sicilia la cocaina acquistata in Belgio.

Il processo è quello che scaturisce dall'inchiesta “Up and down” (tradotto significa “su e giù”), che ha disarticolato un vasto traffico internazionale di droga. Il pm aveva chiesto sei condanne per un totale di 87 anni di carcere. Cinque imputati sono ritenuti componenti e promotori dell'organizzazione criminale che avrebbe importato consistenti quantitativi di droga che, una volta arrivati in Italia, venivano smistati nel territorio siciliano.

La pena pià alta - 24 anni di carcere - è stata proposta per Carmelo Fallea, 46 anni, di Favara; 22 anni per Calogero Presti, 48 anni, di Favara; 14 anni per Carmelo Vaccaro, 43 anni, di Favara; 12 anni e 6 mesi per Rania El Moussaid, 36 anni, originaria del Marocco e residente ad Agrigento; 11 anni e 6 mesi per Gaspare Indelicato, 38 anni, di Favara; e 3 anni, infine, per Stefano Sacco, 57 anni, di Porto Empedocle, unico imputato al quale non si contesta l'associazione a delinquere ma la detenzione illecita di droga.

Il primo a illustrare la sua arringa, davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato, è stato l'avvocato Virgone secondo cui "Presti ha scontato una condanna per una precedente vicenda di droga ma non è mai emersa prova della sua partecipazione all'organizzazione".

L'avvocato Tanja Castronovo ha, invece, chiesto l'assoluzione di Sacco sostenendo che non ha mai detenuto illecitamente droga e che "quando al telefono parla di pesce, non ha usato un termine in codice in quanto gestisce una trattoria".

Il 21 ottobre si torna in aula per le arringhe degli altri difensori (gli avvocati Daniela Posante, Angelo Nicotra, Giovanni Castronovo, Antonino Gaziano e Salvatore Pennica), poi i giudici individueranno un'altra data per la sentenza. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Traffico di cocaina dal Belgio, dopo la requisitoria spazio alla difesa: "Non c'era alcuna associazione"

AgrigentoNotizie è in caricamento