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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio Palumbo Piccionello, la vicenda approda in Cassazione

Il 9 maggio sarà discussa, davanti alla Suprema Corte, la condanna a 30 anni inflitta in due gradi di giudizio al settantacinquenne Antonino Baio

Il 9 maggio davanti alla Corte di Cassazione: il verdetto a carico di Antonino Baio, il costruttore favarese di 75 anni, condannato in due gradi di giudizio a 30 anni di reclusione per l’omicidio, da lui stesso confessato, di Calogero Palumbo Piccionello, ucciso il 28 novembre del 2012 a 67 anni, sarà sottoposto all'ultimo vaglio.

I difensori, gli avvocati Antonino Mormino e Giovanni Castronovo, hanno impugnato la sentenza della Corte di assise di appello che adesso sarà esaminata nell’ultimo grado di giudizio e, in caso di conferma, diventerà definitiva con la conseguenza che l’imputato, tornato libero durante il processo di primo grado per decorrenza dei termini, sarebbe arrestato per espiare interamente la pena residua.

I difensori, nei vari gradi del procedimento, fin dalla fase cautelare, hanno insistito a lungo sulla tesi dell’infermità mentale sollecitando a più riprese una nuova perizia psichiatrica. I giudici di appello, però, hanno deciso di emettere la sentenza senza altri accertamenti. 

Baio, pochi minuti dopo avere esploso i colpi di arma da fuoco all’indirizzo di Palumbo Piccionello, ha confessato il delitto avvenuto per strada in via Napoli. L’anziano è andato dai carabinieri, ha consegnato l’arma e ha indicato il luogo dove c’era il cadavere. 

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