Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Favara

L'omicidio di Ferragosto, spunta un video: Lupo è stato pedinato

Un frame, estrapolato dalle immagini della videosorveglianza, mostra una vettura che segue la Porsche Macan dell'ex presidente del consiglio comunale. Tanti sospetti sul suocero ma si attendono ancora gli accertamenti del Ris. Un altro dettaglio conferma la premeditazione. La vittima non frequentava quel bar di via IV novembre, era entrato per comprare due vaschette di gelato per gli amici. Il killer lo ha freddato con qualche imprecisione

Un video che immortala un'auto che, a debita distanza ma neppure tanta, segue la Porsche Macan di Salvatore Lupo. Le immagini, estrapolate da un impianto di videosorveglianza presente nella zona, non sono nitide ma le caratteristiche del mezzo e altri particolari sembrano far aumentare i sospetti sul suocero dell'ex presidente del consiglio comunale e controverso imprenditore.

Il filmato, secondo quanto si apprende da fonti vicine agli inquirenti, mostra quello che pare essere un vero e proprio pedinamento. Non si legge la targa dell'auto, nè si intuisce con precisione il modello ma alcuni dettagli sembrano far aumentare i sospetti sul suocero di Lupo che, infatti, poco dopo l'omicidio, consumato nel bar di via IV novembre, è stato sottoposto a perquisizione e prova dello stub da parte dei carabinieri che indagano sul delitto di Ferragosto.

Si tratta di un test che consente di accertare l'eventuale presenza di polvere da sparo nelle mani e nel corpo di chi ha da poco usato una pistola. Altri accertamenti sono stati estesi anche alle autovetture dell'ex suocero. I sospetti su di lui - finora rimasti tali - sono stati subito molto forti per via dei contrasti col genero che aveva pure denunciato per una presunta aggressione.

I rapporti fra Lupo e l'ex moglie, erano altrettanto tesi e scanditi da denunce. I difensori - da una parte l'avvocato Salvatore Pennica che assiste l'ex suocero di Lupo e l'ex moglie e dall'altra il legale Domenico Russello che prima difendeva lo stesso Lupo e adesso il figlio dicianovenne, indicato come "parte offesa" - hanno cercato di mediare. 

Per questo i sospetti sono caduti subito sul suocero che al momento non sarebbe neppure indagato e sulla cui posizione saranno decisivi gli accertamenti del Ris di Messina sull'auto e l'incrocio dei dati biologici con l'esame del video.

Ma la platea di potenziali nemici di Lupo, che si occupava di servizi assistenziali, strutture ricettive e speculazioni edilizie, pare fosse molto ampia per via di dissidi economici di ogni natura.

Intanto dai primi esiti dell'autopsia, eseguita martedì pomeriggio dal medico legale Cataldo Ruffino, incaricato dalla Procura - l'inchiesta è condotta dal capo dell'ufficio Luigi Patronaggio, dal suo vice Salvatore Vella e dai pm Paola Vetro e Maria Grazia Cifalinò - emerge che il killer avrebbe commesso qualche imprecisione in più rispetto a quanto sembrava nell'immediatezza.

Dei tre colpi che sono stati sparati al suo indirizzo, uno è andato a vuoto e l'altro lo ha colpito all'ascella. Uno alla tempia. Un contesto diverso rispetto ai tre colpi in faccia ipotizzati nell'immediatezza.

Un altro aspetto viene ritenuto di fondamentale importanza dagli inquirenti: Lupo non frequentava quel bar di via IV novembre ma c'è andato casualmente domenica pomeriggio, giorno di Ferragosto, perchè era l'unico aperto della zona e doveva comprare due vaschette di gelato per gli amici che lo aspettavano a casa.

Una volta dentro, il quarantacinquenne ha chiesto al barista di preparargli le vaschette ed è entrato in bagno. All'uscita ha trovato il killer che, secondo il racconto del barista che dice di non conoscerlo, non aveva neppure la mascherina e gli ha sparato prima di dileguarsi. Un'ulteriore conferma che qualcuno lo ha pedinato e ha atteso il momento giusto per sparargli. 

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