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Il processo / Favara

Omicidio Lupo, il figlio della vittima: "Mio nonno invidioso di mio padre"

Il ventenne ha concluso la sua deposizione al processo in cui è imputato il 66enne Giuseppe Barba, ex suocero dell'imprenditore ucciso. "Era tranquillo, lo sentii qualche ora prima e mi disse di divertirmi con la mia fidanzata a Taormina"

"Mio nonno era invidioso di mio padre e dei suoi successi imprenditoriali. Avevano litigato più volte, avevano anche fatto a botte". 

Il ventenne Calogero Lupo, figlio di Salvatore, l'imprenditore ed ex presidente del consiglio comunale di Favara freddato a 45 anni il giorno di Ferragosto dell'anno scorso, a colpi di pistola, ha completato l'audizione al processo, in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Giuseppe Miceli, a carico del nonno Giuseppe Barba, 66 anni.  

Il ragazzo, all'udienza precedente, rispondendo al pubblico ministero Paola Vetro e al suo stesso legale Daniela Posante, aveva ricostruito il contesto di rapporti, assai tesi fra il padre da una parte e la madre e il nonno dall'altra. Tensioni legate alla separazione dei genitori e alla spartizione del consistente patrimonio familiare di aziende e proprietà immobiliari. Sarebbe stato proprio questo il movente che avrebbe spinto l'ex suocero a sparargli e ucciderlo all'interno di un bar del paese.

Il ragazzo ha risposto, quindi, alle domande del difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Pennica, che ha cercato di fare emergere possibili altri moventi. Il ragazzo, tuttavia, anche rispondendo al presidente della Corte, è sembrato abbastanza deciso. "Mio padre non aveva problemi con nessuno, nè in ambito lavorativo nè personale. Era tranquillo, l'ho sentito qualche ora prima che venisse ucciso e mi disse di divertirmi in gita a Taormina con la mia fidanzata". 

Il ragazzo, ricostruendo il clima a dir poco teso fra vittima e imputato, ha detto che "in una circostanza litigarono e mio nonno gli tirò contro una testa di moro".

Dopo di lui è stata la volta del cugino Alex Lupo che, oltre a vedere per primo il cadavere dello zio al bar, prima che arrivassero i carabinieri, assistette a una lite fra i due, avvenuta in strada. "Barba lo aveva preso a schiaffi e pugni e aveva pure delle ferite delle mani". 

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