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Il processo / Favara

Imprenditore ucciso in un bar a Ferragosto, i dubbi del consulente della difesa: "Le auto che arrivano sono due e non si vede il volto"

L'ingegnere Marco Zonaro ha depositato una relazione sui video e le immagini dei sistemi di sorveglianza della zona

"In nessun fotogramma estrapolato dai filmati è possibile individuare Giuseppe Barba come soggetto visibile o come conducente della Fiat Panda di colore bianco, indicata come autovettura con la quale è stato commesso l'omicidio". L'ingegnere Marco Zonaro, consulente del difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Pennica, solleva alcuni dubbi sulla ricostruzione della procura in merito all'omicidio dell'imprenditore Salvatore Lupo, freddato a colpi di pistola il giorno di Ferragosto del 2021.

Lupo, imprenditore con interessi nel mondo immobiliare e delle case di assistenza per disabili, oltre che col pallino della politica visto che negli anni precedenti era stato presidente del consiglio comunale di Favara, è stato ucciso a 45 anni in un bar in via IV novembre. 

Secondo l'ipotesi della procura e dei carabinieri a ucciderlo sarebbe stato l'ex suocero Giuseppe Barba, 67 anni, col quale aveva litigato più volte, aggredendolo anche fisicamente, per i contrasti legati alla separazione con la moglie Giusi, figlia dell'imputato. I due si contendevano un consistente patrimonio visto che le attività erano gestite in comune.

Uno degli elementi che, secondo l'accusa, inchioderebbe Barba arriverebbe dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno immortalato la Fiat Panda dell'imputato che compie un tragitto fino al bar, nell'ora dell'omicidio. Sulla stessa auto, peraltro, vi sarebbero tracce di polvere da sparo. La presenza dell'imputato, accusato di avere freddato l'ex genero davanti al bancone dove aveva appena acquistato due vaschette di gelato, non viene confermata da nessuno: lo stesso barista ha raccontato di essersi abbassato per riempire le vaschette e non avere visto nulla. Una versione ritenuta non credibile che ha portato alla sua iscrizione nel registro degli indagati per l'accusa di favoreggiamento.

I dubbi del consulente della difesa: "Non si vede il volto e le auto davanti al bar sono due"

La relazione di Zonnaro è stata esaminata in aula al processo in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Giuseppe Miceli. Il consulente, oltre ad escludere che si possa mai vedere il volto dell'imputato come conducente della sua auto, introduce un elemento inedito.

"Dall’arrivo della vettura Fiat Panda di colore bianco nei pressi del bar è sopraggiunta un’altra vettura (verosimilmente Peugeot 106) di colore scuro, la quale si è parcheggiata davanti alla Fiat Panda. Le due vetture dopo circa 20 secondi dall’arrivo della Peugeot sono ripartite simultaneamente".

E poi ancora, secondo l'ingegnere Zonnaro, dall’analisi dei fotogrammi estrapolati dalle videoriprese di un negozio tra l’arrivo della Panda nei pressi del bar e la sua ripartenza "non è osservabile un movimento di apertura della portiera lato guida o dell’uscita dalla vettura del suo conducente".

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