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Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell'omicidio

Omicidio Ferraro, eseguita l'autopsia: il killer ha sparato da tre metri

La Squadra Mobile tornerà a sentire familiari, amici e conoscenti della vittima. E non è escluso che possano tornare ad essere messe a segno nuove perquisizioni: si cerca ancora la Y10

Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo – che sta coordinando l’inchiesta, dopo la primissima iscrizione del fascicolo fatta dalla Procura della Repubblica di Agrigento che è competente territorialmente, - è stata eseguita, ieri, l’autopsia. Il medico legale dell’università di Palermo, nominato e incaricato dalla Dda, ha eseguito l’esame autoptico sul cadavere del quarantunenne Emanuele Ferraro. Gli esiti arriveranno, sul tavolo del magistrato della Dda, nelle prossime settimane, ma l’esame avrebbe confermato – anche se, ieri, era fitto il riserbo investigativo - quello che già i poliziotti della Squadra Mobile sapevano: circa cinque i colpi che hanno raggiunto ed ucciso Emanuele Ferraro da distanza ravvicinata, da circa tre metri.

La pistola usata dal killer si è inceppata

Non una, ma due volte. La pistola – una semiautomatica, calibro 7,65, - con la quale è stato ucciso, giovedì scorso, il quarantunenne Emanuele Ferraro, si sarebbe inceppata due volte. Il killer, che ha agito con il volto coperto, ha avuto – e lo dimostrano i fatti – la lucidità e la freddezza nel riuscire a portare a termine il programmato piano criminale. Perché l’omicidio di via Diaz è stato “studiato” e i criminali – dovrebbero essere stati due - hanno atteso, a poche decine di metri dalla chiesa Madre di Favara, la vittima predestinata.

La polizia ricorre all'esame dello "Stub"

Oggi, appare verosimile, che i poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Giovanni Minardi, torneranno a sentire familiari, amici e conoscenti della vittima. Nuove audizioni “a sommarie informazioni” per acquisire dettagli che potrebbero tornare utili allo sviluppo dell’inchiesta. E non è escluso che, sempre oggi, possano tornare ad essere messe a segno nuove perquisizioni: sia a Favara che ad Agrigento. Si cercava e si continua a farlo quella Y10 che sarebbe stata vista, dopo il delitto, allontanarsi repentinamente da via Diaz. Una utilitaria che, nonostante il passare dei giorni, non si trova. Una vecchia macchina sulla quale è fitto il mistero. L’ipotesi – ma è appunto una mera ipotesi investigativa – è che la Y10, subito dopo l’omicidio, possa essere stata nascosta in qualche garage o in qualche zona di campagna. Nascondiglio al quale, nonostante le molteplici perquisizioni e ricerche, i poliziotti non sono ancora riusciti ad arrivare. Non è escluso – anche se il trascorrere dei giorni fa vacillare questa eventualità – che la vecchia utilitaria possa essere ritrovata ormai completamente carbonizzata.

Quarantunenne ucciso con cinque colpi di pistola

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