Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Favara

L'omicidio dell'ex presidente del Consiglio di Favara: fermato l'ex suocero 66enne

Il provvedimento di indiziato di delitto è stato firmato dal procuratore Luigi Patronaggio a carico di Giuseppe Barba, ritenuto responsabile dell’assassinio di Salvatore Lupo, avvenuto il pomeriggio del 15, ma anche per "aver detenuto nella sua abitazione e portato in luogo pubblico, o aperto al pubblico, un'arma comune da sparo: una pistola calibro 38"

E' stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, firmato dal procuratore Luigi Patronaggio, Giuseppe Barba, 66 anni, di Favara, ritenuto responsabile dell’omicidio di Salvatore Lupo, ex presidente del consiglio comunale di Favara, avvenuto il pomeriggio del 15 agosto. L'imprenditore quarantacinquenne venne ucciso, con tre colpi di pistola, all’interno di un bar al centro di Favara.

Ad eseguire il fermo di indiziato di delitto, dopo essersi occupati delle indagini, sono stati i carabinieri della tenenza di Favara e quelli della compagnia di Agrigento. 

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L'omicidio dell'ex presidente del consiglio comunale Salvatore Lupo, avvenuto il 15 agosto nel bar "Snack american bar" di via IV Novembre a Favara, è maturato - secondo l'accusa - a causa di diverbi economici connessi alla separazione fra Lupo e la moglie. L'imprenditore quarantacinquenne è stato seguito all'interno dell'esercizio commerciale dove si era recato per comprare delle vaschette di gelato ed è stato freddato con tre colpi che lo hanno raggiunto alla regione temporale sinistra, alla guancia destra e alla spalla destra.

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L'ex suocero, Giuseppe Barba di 66 anni, sottoposto a fermo di indiziato di delitto, è indagato per l'omicidio con l'aggravante "di aver commesso il fatto per motivi abietti e futili" e della premeditazione. L'anziano è indagato anche per aver "portato in luogo pubblico, o aperto al pubblico, un'arma comune da sparo: una pistola calibro 38", ma anche perché "illegalmente deteneva all'interno della propria abitazione, a Favara, la pistola, in data antecedente e prossima al 15 agosto". L'inchiesta sviluppata dai carabinieri della tenenza di Favara e da quelli della compagnia di Agrigento, tutti coordinati dal capitano Marco La Rovere, ha portato all'audizione di decine e decine di persone, a diverse perquisizioni e all'acquisizione di reperti - tamponi dello Stub compresi, effettuati sulle mani e sui vestiti di chi potrebbe aver sparato, - che vennero inviati al Ris di Messina.

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