Venerdì, 19 Luglio 2024
Il processo / Favara

Cardiologo ucciso da un paziente perchè non gli aveva rilasciato un certificato, il suo diabetologo in aula: "So che era risentito pure con me"

Il bidello Adriano Vetro ha confessato l'omicidio del 62enne Gaetano Alaimo. Il medico, ascoltato al processo, ha rivelato che - parlando con la sua segretaria - gli aveva manifestato rancore. Il perito psichiatrico è arrivato alla conclusione che l'imputato è totalmente incapace di intendere e volere

"La mia segretaria mi disse che era passato Adriano Vetro ed era molto risentito con me perché non era stato possibile rilasciargli il certificato che accertava il suo diabete": lo specialista Giovanni Galluzzo, ascoltato al processo per l'omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo, riferisce le tensioni che, a suo dire, si sarebbero verificate con l'imputato per ragioni analoghe a quelle per cui sarebbe scaturito, alcune settimane più tardi, il delitto del collega.

Vetro, 47 anni, bidello, ha confessato l'omicidio del medico 62enne ucciso con un colpo di pistola sparato alle spalle, all'interno del suo ambulatorio di Favara, lo scorso 29 novembre. La psichiatra Cristina Camilleri, perito della Corte di assise di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, gli ha riconosciuto un vizio totale di mente legato a un "disturbo delirante persecutorio".

"Ha sparato e ucciso alle spalle il suo cardiologo": chiesto rinvio a giudizio del bidello

Vetro, secondo quanto è stato ricostruito anche con le telecamere di sorveglianza, che lo hanno visto allontanarsi, e la testimonianza della segretaria dell'ambulatorio davanti alla quale sarebbe stato commesso l'omicidio, ha atteso che il medico arrivasse nel suo studio per ucciderlo sparandogli alle spalle.

Il pm Elenia Manno gli contesta la premeditazione e i futili motivi ovvero il mancato rilascio di un certificato necessario per il rinnovo della patente. A Vetro si contesta pure l'accusa di avere usato un'arma clandestina risultata rubata nel lontano 1979. 

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I difensori, gli avvocati Santo Lucia e Sergio Baldacchino, avevano chiesto alla Corte di disporre una perizia per fare luce sulle condizioni psichiatriche dell'imputato. Il perito gli ha riconosciuto un vizio totale di mente. L'avvocato Giuseppe Barba, che assiste alcuni familiari della vittima che si sono costituiti parte civile, all'udienza precedente aveva chiesto alla Corte la ricusazione della psichiatra, invitandola a non deporre, perchè avrebbe anticipato un giudizio sulle capacità mentali dell'imputato nella qualità di dirigente medico dell'Asp. La Corte, tuttavia, ha ritenuto che l'avergli prorogato la terapia, non l'avesse resa incompatibile.

VIDEO. Le immagini dal luogo dell'omicidio

Il diabetologo Galluzzo e il medico di base Gaetana Castellana sono stati ascoltati questa mattina. Se il primo ha confermato l'irrequietezza di Vetro legata al rilascio del certificato, la collega ha confermato che l'imputato soffriva di problemi di ansia ma senza riferire episodi e situazioni particolarmente gravi. 

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