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Giovedì, 2 Febbraio 2023
L'inchiesta / Favara

L'omicidio del cardiologo, il bidello ribadisce la confessione: la difesa chiede i domiciliari

Il medico Gaetano Alaimo è stato freddato a colpi di pistola nel suo studio: il bidello 47enne Adriano Vetro ha ammesso il delitto dicendo che si era sentito preso in giro per i continui rinvii nel rilascio di un certificato. Il legale: "Nessun pericolo di fuga o reiterazione del reato"

Ribadisce la confessione e si riporta a quanto detto durante l'interrogatorio con pm e carabinieri. Al termine dell'udienza di convalida, il difensore, l'avvocato Santo Lucia, chiede al giudice di applicare una misura cautelare meno afflittiva quale, ad esempio, gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico.

Il gip Micaela Raimondo deciderà nelle prossime ore sulla richiesta di convalida dell'arresto di Adriano Vetro, il bidello di 47 anni reo confesso dell'omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo, 65 anni, ucciso martedì pomeriggio nel suo ambulatorio di Favara. 

Vetro ha detto di avergli sparato perchè il medico avrebbe tardato nel rilasciargli un certificato indispensabile per ottenere il rinnovo della patente di guida. Lo stesso, secondo la versione dell'indagato, avrebbe temporeggiato pure a rimodulargli la terapia. Circostanza che lo avrebbe esasperato. "Mi sentivo preso in giro", ha raccontato.

Il procuratore facente funzioni Salvatore Vella e il pubblico ministero Elenia Manno hanno chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere.

L'avvocato Lucia ha sottolineato che la "piena confessione scongiura ogni ipotesi di inquinamento probatorio e non è credibile che possa commettere un altro omicidio". Lo stesso legale ha ribadito i problemi psichiatrici dell'indagato sottolineando che "la documentazione è agli atti".

I pm, intanto, in mattinata hanno incaricato il medico legale Alberto Alongi che eseguirà l'autopsia sabato mattina. L'incarico sarà conferito domani alle 13. Sia il difensore dell'indagato che il legale Giuseppe Barba, che assiste i familiari della vittima, potranno nominare dei consulenti di parte per prendere parte alle operazioni.

Nei prossimi giorni, inoltre, la procura potrebbe sottoporre ad accertamenti tecnici anche la pistola sequestrata nell'abitazione dell'indagato che è risultata rubata nel 1979.

Aggiornato alle 12,50

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