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Da sinistra Galiano e Contrino

Da sinistra Galiano e Contrino

Ucciso sul trattore dopo tanti litigi, maresciallo del Ris: "L'omicida ha sparato da un metro"

Un sottufficiale ricostruisce la dinamica dell'omicidio del 73enne Baldassare Contrino

"Il colpo è stato esploso da distanza molto ravvicinata, da non più di un metro": i carabinieri del Ris di Messina, che hanno svolto gli accertamenti scientifici sul caso, mettono i primi punti fermi al processo a carico dell'ottantenne favarese Vincenzo Galiano, reo confesso del delitto a colpi di pistola di Baldassare Contrino di 73 anni, avvenuto il 2 luglio del 2018.

"La traiettoria - ha detto il maresciallo Marco Romeo rispondendo al pubblico ministero Chiara Bisso - e l'impatto senza alcun dubbio ci inducono a ritenere che il colpo sia stato esploso da non oltre un metro". Un altro sottufficiale - Giuseppe Polimeni - ha, invece, ricostruito gli esami scientifici fatti sull'ascia - con cui la vittima avrebbe colpito l'imputato prima di venire ucciso a colpi di pistola - sulla quale c'erano delle tracce ematiche "ma non è stato possibile individuare delle impronte".

Trovate anche delle tracce di polvere da sparo sugli indumenti sequestrati alla vittima che, dal canto suo, non ha mai negato di avere sparato ma ha sempre sostenuto di averlo fatto per legittima difesa, visto che sarebbe stato aggredito con un colpo di ascia al volto. Il processo, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, è entrato nel vivo.

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