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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca Favara

Accusato di avere abusato della figlia davanti ai nipoti, in aula tre testi della difesa

Un carabiniere e due commercianti: "Acquistava pannolini e prodotti per i nipoti e cercò di aiutarla quando denunciò il compagno violento"

Il maresciallo dei carabinieri Angelo Termini, in servizio alla stazione di Menfi, racconta in aula che l'imputato, quando la figlia abitava nel comune del Belice, si preoccupò di difenderla dal compagno violento e la portò in casa con sè. Altri due testimoni - il titolare di una sanitaria e di un negozio di corredo - riferiscono, invece, che andava spesso ad acquistare pannolini o altri oggetti per i nipoti. 

E' arrivato alle battute conclusive il processo a carico di un netturbino cinquantunenne di Favara, arrestato il 10 gennaio del 2019 e poi tornato libero per scadenza dei termini, con le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della figlia.

Il dibattimento è in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara. Fre le accuse anche quella di avere colpito la figlia a calci e pugni per stordirla e violentarla. Gli abusi sarebbero avvenuti anche in presenza dei tre nipoti in tenera età o con la minaccia della pistola.

A processo sono finiti anche la moglie e due cognati del principale imputato, accusati di favoreggiamento per avere mentito al pm durante le indagini con l'obiettivo di garantire l'impunità al presunto "mostro". Altri due figli del netturbino, difeso dall'avvocato Davide Casà (gli altri imputati sono assistiti dall'avvocato Salvatore Cusumano), inizialmente indagati per gli stessi fatti, per il momento non sono finiti a processo.

La donna, dopo la separazione dal marito, era tornata a vivere dal padre insieme ai tre figli. In quel momento sarebbe iniziato l'incubo fatto di violenze sessuali, percosse e umiliazioni di ogni genere.

In una circostanza avrebbe subito persino un'aggressione con una pistola in mano e, con la minaccia dell'arma, il padre l'avrebbe costretta a spogliarsi e subire un rapporto sessuale. Il processo è stato aggiornato al 18 maggio.

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