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Udienza al riesame per il netturbino accusato di violenza ai danni della figlia

Udienza al riesame per il netturbino accusato di violenza ai danni della figlia

Netturbino accusato di abusi sulla figlia, la difesa al riesame: "Tutto falso"

Chiesto l'annullamento dell'arresto per il cinquantenne arrestato per violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni

“Troppe discrasie nel racconto della ragazza, non ci sono i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato”. L’avvocato Davide Casà, difensore del netturbino cinquantenne arrestato il 10 gennaio con l’accusa di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni ai danni della figlia, chiede ai giudici del riesame l’annullamento del provvedimento restrittivo. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip di Agrigento Alfonso Malato su richiesta del pm Alessandra Russo.

Il legale, ieri mattina, ha chiesto al tribunale della libertà di scarcerare l’indagato sottolineando le “lacune indiziarie e le contraddizioni nella versione accusatoria”. L’uomo, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, aveva risposto a tutte le domande negando con forza il contenuto della denuncia presentata dalla figlia che ha raccontato una serie di episodi raccapriccianti. La vicenda si inquadra in un contesto di particolare degrado sociale. La donna, dopo la separazione dal marito, era tornata a vivere dal padre insieme ai tre figli. In quel momento, secondo la ricostruzione degli inquirenti che ha trovato un riscontro nell’ordinanza cautelare in carcere, sarebbe iniziato l’incubo.

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