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Malasanità / Favara

"Intubata in maniera maldestra riporta danni alla trachea e muore": condannata l'Asp

La donna aveva rimediato la perforazione dopo un ricovero per un sospetto ictus cerebrale ischemico

Asp condannata a risarcire i familiari di una donna di Favara morta, secondo quanto riconosciuto nel processo civile, a causa di un'errata procedura di intubazione.

Nel 2020, un anno dopo il ricovero della paziente all'ospedale San Giovanni di Dio, per un sospetto ictus cerebrale ischemico, i figli della donna, assistiti dall'avvocato Domenico Schembri, hanno citato in giudizio l'azienda sanitaria. 

I familiari, in particolare, sostenevano che la procedura di intubazione, necessaria in seguito al peggioramento di un quadro clinico, avesse provocato la perforazione della trachea in quanto il tubo non sarebbe stato inserito correttamente. 

La circostanza avrebbe provocato un enfisema sottocutaneo diffuso e uno pneumotorace bilaterale e innescando, a cascata, "un meccanismo di compromissione cardiaca e renale nonché un peggioramento dei parametri vitali" fino a provocarle la morte avvenuta il 17 marzo del 2019. 

Il tribunale, al termine di un lungo procedimento durante il quale sono stati nominati due consulenti tecnici, accertavano l'errore dei medici condannando l'Asp a risarcire i familiari.

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