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foto archivio

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"Ti schiaccio con la macchina se non mi dai i soldi", condannato favarese

Il 63enne Gaspare Volpe avrebbe intimidito un operaio per costringerlo a risarcirlo di un furto subito, i giudici gli infliggono 9 mesi ma riqualificano l'accusa in esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone

Nove mesi di reclusione ma l'accusa di estorsione è stata riqualificata in "esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone".

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, nei confronti del 63enne Gaspare Volpe, accusato di avere minacciato di morte un operaio per farsi consegnare dei soldi. Volpe è noto anche per essere stato il datore di lavoro di Gessica Lattuca, la ragazza di 28 anni che lavorava nel suo bar, scomparsa nel nulla dall'agosto del 2018. Sulla base di alcuni spunti investigativi, peraltro, fu sospettato di averla inserita in un giro di prostituzione.

La duplice accusa di estorsione e tentata estorsione a carico di Volpe scaturiva da alcuni episodi avvenuti fra il 2012 e il 2015. Volpe aveva commissionato alcuni lavori edili nella sua casa di campagna nella quale subì un furto. La sua convinzione sarebbe stata quella che a commetterlo era stato uno degli operai. Per questo avrebbe iniziato a minacciarlo di morte per costringerlo a dargli dei soldi. L’uomo, intimorito dall’aggressività di Volpe, che gli avrebbe prospettato che lo avrebbe ucciso investendolo con l’auto, si sarebbe fatto prestare 2.000 euro dai due fratelli e glieli avrebbe consegnati. Ma non sarebbe finita là. Le richieste del commerciante sarebbero proseguite anche dopo, per due anni, con richieste economicamente inferiori. 
 

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