Coltello alla mano urla: "Ti ammazzo, ti sfregio", arrestati fratello e sorella

Entrambi sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato e, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto - per entrambi gli indagati - l'obbligo di dimora

"Ti ammazzo! Ti sfregio!". Con un coltello da cucina, dalla lama di 12 centimetri, alla mano si è scagliata - cercando di colpirlo - contro il fratello. I carabinieri, che erano già accorsi nell'abitazione per provare a riportare la calma in quella famiglia dove era scoppiata una lite, sono riusciti immediatamente a disarmare la donna. Ma fra i due congiunti gli animi sono rimasti esasperati tant'è che, ad un certo punto, hanno cercato nuovamente di avventarsi l'uno contro l'altra. In mezzo, - in quella che è stata una domenica pomeriggio decisamente concitata - i militari dell'Arma della tenenza di Favara. Carabinieri che, di fatto - stando all'accusa - sono stati aggrediti prima dall'uomo e poi dalla donna che, insultando e minacciando i militari, avrebbe anche, ad un certo punto, cercato di aiutare il fratello già ammanettato. Fratello e sorella sono stati arrestati per l'ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale. A finire nei guai sono stati: Giovanni Scarabeo di 26 anni e Anna Scarabeo di 29 anni.

La donna è stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica per le ipotesi di reato di minaccia aggravata e tentate lesioni aggravate.   

Il sostituto procuratore di turno Sara Varazi ha disposto la custodia cautelare degli arresti domiciliari. Entrambi gli indagati hanno nominato quale loro difensore di fiducia: l'avvocato Salvatore Pennica. Uno dei carabinieri interventi, rimasto leggermente ferito durante il parapiglia, si è recato alla Guardia medica dove il sanitario ha refertato un giorno.

Davanti al giudice monocratico Alfonso Pinto si è tenuta, questo pomeriggio, l'udienza di convalida. I due indagati si sono avvalsi e non hanno proferito parola. Il pm aveva chiesto la convalida dell'arresto e l'obbligo di dimora per entrambi. L'avvocato Salvatore Pennica si è opposto. Il giudice ha convalidato l'arresto e, accogliendo la richiesta del Vpo Roberto Gambina (delegato per l'espletamento delle funzioni di pubblico ministero d'udienza), ha disposto - per entrambi gli indagati - l'obbligo di dimora. La direttissima è stata fissata per il 9 luglio. 

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