Cronaca

"Manda una lettera con la cannabis al marito in cella", condannata 37enne

La donna aveva provato a occultare la droga sotto il francobollo ma una poliziotta penitenziaria ha notato il rigonfiamento

(foto archivio)

Quattro mesi di reclusione per l'accusa di cessione di sostanze stupefacenti. E' la pena inflitta dal giudice monocratico del tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, nei confronti di Silvana Munì, favarese di 37 anni, riconosciuta colpevole di avere inviato della cannabis al marito detenuto nel carcere di Augusta.

La donna, che è stata difesa dall'avvocato Fabio Inglima Modica, era stata denunciata in seguito al ritrovamento della missiva sospetta. Una poliziotta penitenziaria in servizio nel carcere siracusano si insospettì per uno strano rigonfiamento sotto il francobollo. Decise, quindi, di staccarlo e controllare quella lettera che aveva già superato "indenne" i controlli dell'ufficio postale.

Sotto il francobollo, in effetti, fu trovato un pezzo di cannabis essiccata di 0,3 grammi. Come mittente era indicato il nome della moglie. La Procura di Siracusa, per verificare che fosse stata effettivamente la donna a inviare la droga, ha disposto una perizia grafologica che ha confermato la circostanza. 

La pena di 4 mesi, già ridotta di un terzo per effetto del rito abbreviato, è la stessa chiesta dal pubblico ministero ed è stata sospesa. 

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