Sabato, 13 Luglio 2024
Tribunale / Favara

Giro di eroina sull'asse Favara-Palermo: dopo 14 anni i tempi del processo si allungano ancora

Il giudice aveva disposto una perizia per trascrivere alcune intercettazioni ma manca la traduzione in italiano: incombe il rischio della prescrizione

La perizia per trascrivere le nuove intercettazioni telefoniche e ambientali fra gli imputati è incompleta e, in particolare, mancano le traduzioni in italiano dei dialoghi fra favaresi e palermitani che, spesso, parlano in dialetto.

Si allungano ancora i tempi del processo sul presunto giro di droga nei due centri dell'Isola che sarebbe stato messo in piedi nel lontano 2009.

Gli imputati sono Salvatore Caramanno, 44 anni; Lorenzo Di Dio, 31 anni; Lorenzo Cardile, 39 anni e Giuseppe Matina, 52 anni; tutti di Favara. I fatti sono molto vecchi e risalgono a 14 anni fa. Il gruppo avrebbe fatto la spola fra Favara e Palermo per rifornirsi di droga, facendo anche attenzione a curare gli aspetti logistici ed eludere i controlli delle forze dell'ordine.

Le indagini, eseguite con sistemi tradizionali di appostamenti e intercettazioni, avrebbero consentito di individuare i singoli ruoli dei vari imputati, alcuni dei quali già coinvolti in vicende analoghe.

Giro di eroina sull'asse Favara-Palermo, il processo all'epilogo

Nei mesi scorsi i difensori (gli avvocati Salvatore Cusumano, Angelo Benvenuto, Donatella Mangiapane e Giuseppe Barba) hanno sollevato alcune questioni, fra cui l'incompetenza territoriale sostenendo che il gruppo, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe operato in prevalenza nell'Agrigentino tanto che, quindi, il processo non si sarebbe dovuto celebrare al tribunale di Palermo. Chiesta anche la dichiarazione di nullità dei capi di imputazione “perché estremamente generici, tali da non consentire un corretto esercizio del diritto di difesa nei confronti degli imputati”.

Richieste che sono state disattese ma che hanno allungato i tempi del processo su cui, adesso, incombe il rischio della prescrizione. Dopo due anni di istruttoria, il processo non è ancora concluso: il 31 gennaio sarà sentito il maresciallo dei carabinieri Nicola Moretto e tornerà il perito per riferire sull'integrazione delle trascrizioni.

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