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Sabato, 21 Maggio 2022

Missione compiuta per "Favara for Ukraine", commozione e palloncini colorati accolgono i profughi in fuga dalla guerra

Dopo circa sei mila chilometri percorsi l'autobus "di Carla" è tornato a "casa" portando con se 53 persone. Dentista e titolare di centro di formazione di estetica e parrucchieria si sono messi a disposizione gratuitamente di mamme e bambini

“Sono veramente fortunata perchè non sono stata la sola a crederci. Grazie a tutti voi che siete presenti e che avete contribuito a questo gesto bellissimo. Non è stato per niente facile, sono fiera dei miei concittadini perchè ho sempre saputo che Favara ha un cuore grandissimo ed oggi lo abbiamo dimostrato un'altra volta”. Così, ai microfoni di AgrigentoNotizie, la sedicenne Carla Bartoli, subito dopo l'arrivo del pullman sul belvedere San Francesco di Favara.

Grazie all'iniziativa benefica “Favara for Ukraine”, lanciata dalla stessa ragazza, sono stati raccolti fondi per oltre 12 mila euro che hanno permesso di portare in salvo 53 cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Nel piazzale antistante il convento di Sant'Antonio è stata tanta la commozione per l'arrivo dei profughi che giovedì pomeriggio erano saliti sull'autobus a Lublino, in Polonia. Un viaggio lungo ed estenuante per le donne e i bambini che sono stati accolti in diversi centri dell'Agrigentino e del Nisseno. Liberatorio e commovente è stato l'abbraccio fra mamma Florinda, che ha guidato la missione benefica, e la figlia Carla che era tornata ieri sera da Parigi dove studia.

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Carla ha atteso i 53 profughi dell'Ucraina stringendo fra le dita una 'montagna' di palloncini verdi, bianchi e rossi. Sulle pareti del convento, così come sull'inferriata che da piazza D'Armi si affaccia sul belvedere di Favara, pendevano invece, in una sorta di abbraccio, i colori della bandiera dell'Ucraina.

Agli abbracci con Florinda Saieva, mamma di Carla e capo della spedizione umanitaria che è giunta fino a Chelm a circa 20 chilometri dal confine ucraino, ha fatto seguito l'andirivieni degli abitanti di Favara che, all'interno del convento, hanno dato la propria disponibilità a continuare ad aiutare i profugi. Fra i primissimi si è presentato un dentista che s'è messo a disposizione per
curare gratuitamente quanti avevano problemi; poi la titolare di un centro di formazione in estetica e parruccheria: "Siamo disponibili a offrire i nostri servizi e a coccolare queste donne".

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"Siamo riusciti con caparbietà a fare quello che avevamo pensato. E questa è la dimostrazione che quando una comunità si mette insieme per una buona azione ci riesce - commenta Florinda Saieva, stanca per un viaggio durato quattro giorni ma felice . Ho 'tatuato' nel mio quadernetto che 'da un piccolo gesto d'amore nasce un seme infinito e questo è il seme infinito che ha generato Favara". A pochi passi da moglie e figlia, con in mano l'elenco dove saranno ospitati i 53 profughi, c'è anche Andrea Bartoli, il patron della Farm cultural park, un esempio di rigenerazione urbana e sociale che è stato indicato come modello perfino dal governo degli Stati Uniti. Ma anche il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, e l'ex ciclista professionista Ucraino Sergii, il punto di contatto fra i profughi e la famiglia Bartoli che è di nuovo in partenza per aiutare altri connazionali. "In questo momento non posso fare altro, penso solo ai nostri bambini e alle nostre donne - dice Sergii che fino a ora ha messo in salvo decine e decine di connazionali - . Ho lasciato la mia famiglia perché so che loro sono in sicurezza qui, a differenza di altri miei compatrioti rimasti a combattere".

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