Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Favara

La faida sull'asse Favara-Belgio, vittima agguato a giudizio per riciclaggio

Il trentottenne Carmelo Nicotra rischia il processo per l'accusa di avere usato l'utilitaria contraffatta che fu trovata nel garage dove un commando gli sparò. Una delle vittime della guerra fra clan rivali - Emanuele Ferraro - prima di morire disse ai carabinieri: "C'erano due uomini incappucciati sotto casa mia in una Fiat Panda"

"Sotto casa mia c'erano due uomini incappucciati dentro una Fiat Panda blu". Così il quarantunenne favarese Emanuele Ferraro disse ai carabinieri qualche mese prima dell'8 marzo del 2018, quando un commando gli sparò addosso in pieno giorno uccidendolo.

La stessa auto fu trovata nel garage del trentottenne Carmelo Nicotra dopo che, il 23 maggio del 2017, lo stesso aveva subito un agguato, insieme a Maurizio Distefano, 40 anni, detto "Furia". Sarebbe stato quest'ultimo, uccidendo due anni prima Carmelo Bellavia, l'imprenditore vivandiere del boss Gerlandino Messina, ad innescare la miccia di una faida che ha provocato almeno altri quattro omicidi e una mezza dozzina di agguati falliti. 

Uno dei primi episodi della sanguinosa faida, che ha lasciato per terra morti e feriti sull’asse Favara-Belgio, approda adesso in aula per l'udienza preliminare. Si tratta di uno dei tanti segmenti investigativi che sono stati aperti in questi anni. Carmelo Nicotra è accusato di aver riutilizzato un’auto rubata a Catania sulla quale furono collocate delle targhe che dovevano occultare il reato. La notte del 23 maggio del 2017, dopo il tentato omicidio a colpi di kalasnikov di cui è stato vittima, all'interno del magazzino di via Torino a Favara, la squadra mobile trovò una Fiat Panda. Una utilitaria che risultò essere provento di furto, denunciato il primo febbraio del 2016 a Catania. Nicotra, difeso dall'avvocato Salvatore Cusumano, era stato iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di riciclaggio.

L'udienza preliminare, per decidere in merito alla richiesta di rinvio a giudizio del pm Gloria Andreoli, è in programma l'11 marzo davanti al gup Francesco Provenzano. Il procedimento era stato già incardinato ma era stato azzerato per l'irreperibilità di Nicotra che, lo scorso settembre, è stato arrestato ed estradato nell'ambito dell'operazione "Mosaico" che ha fatto luce sulla faida sull'asse Favara-Belgio.

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