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Droga, la maxi-inchiesta "Fortino": imputato torna libero dopo la riduzione di pena

I giudici della Corte di appello hanno revocato gli arresti domiciliari a Rosario Crapa: condanne diminuite anche per gli altri quattro imputati

Arresti domiciliari revocati per Rosario Crapa, 31 anni, di Favara, arrestato e condannato nell'ambito della maxi operazione Fortino che ha disarticolato un giro di spaccio di eroina e hashish nel centro storico di Favara. I giudici della Corte di appello di Palermo, ai quali si è rivolto il difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano, lo hanno rimesso in libertà a distanza di quasi due anni dall'operazione, scattata il 4 luglio del 2019.

La decisione è stata sollecitata alla luce della sentenza, emessa il 20 aprile dagli stessi giudici, che riducevano la pena da 3 anni e 4 mesi a 1 anno e 2 mesi, ritenendo che gli episodi di spaccio fossero da inquadrare come fatti di "lieve entità". Analoga decisione era stata adottata per gli altri 4 imputati. 

La pena più alta – 7 anni e 6 mesi di reclusione – era stata inflitta in primo grado ad Emanuele Di Dio, 42 anni; 6 anni per Salvatore Stagno, 47 anni; 4 anni e 2 mesi per Abass Bukary, 26 anni; 3 anni e 4 mesi, infine, per lo zio di Rosario Crapa: Massimo Crapa, 46 anni. La Corte di appello di Palermo presieduta da Adriana Piras (consiglieri Mario Conte e Luisa Anna Cattina) ha ridotto la pena anche per Massimo Crapa (2 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione), Di Dio e Stagno (2 anni e 10 mesi ciascuno) e Bukary (1 anno, 9 mesi e 10 giorni). 

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