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Gli arrestati dell'operazione "Fortino"

Gli arrestati dell'operazione "Fortino"

"Spaccio di droga nel centro storico di Favara", al via appello per 5 imputati

L'operazione "Fortino" approda ancora in aula: i difensori hanno impugnato le condanne

Il processo scaturito dall'operazione antidroga "Fortino" approda in Corte di appello dove saranno ridiscusse le cinque condanne decise in primo grado, il 22 aprile dell'anno scorso, dal gup di Agrigento, Alessandra Vella.

La pena più alta – 7 anni e 6 mesi di reclusione – era stata inflitta ad Emanuele Di Dio, 42 anni (10 anni era la richiesta del pm Paola Vetro); 6 anni per Salvatore Stagno, 47 anni (6 anni); 4 anni e 2 mesi per Abass Bukary, 26 anni (4 anni e 6 mesi); 3 anni per Rosario Crapa, 31 anni (3 anni e 4 mesi); 3 anni e 4 mesi, infine, per lo zio di quest’ultimo, Massimo Crapa, 46 anni (3 anni).

Le condanne decise dal giudice nei confronti degli imputati sono ridotte di un terzo per effetto del giudizio abbreviato. I difensori (gli avvocati Salvatore Cusumano, Angelo Asaro, Chiara Proietto, Giovanni Castronovo e Salvatore Maurizio Buggea) hanno impugnato il verdetto. Il nuovo processo, davanti alla prima sezione della Corte di appello, è stato fissato per il 2 marzo. 

Gli inquirenti l’hanno chiamata “Operazione Fortino” perché i pusher del centro storico di Favara, per sviare le forze dell’ordine, avrebbero utilizzato persino un jammer per disturbare le eventuali intercettazioni delle forze dell’ordine e, inoltre, per allontanare i sospetti ed evitare i controlli, si sarebbero serviti della presenza di bambini.

Due gruppi di presunti pusher si erano quasi impossessati - secondo quanto ha accertato il processo - del centro storico di Favara: delle viuzze alle spalle di piazza Cavour dove smerciavano, con tutta la prudenza del caso, eroina e hashish. L'operazione è scattata il 4 luglio del 2019.

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