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Gli arrestati dell'operazione Fortino

Gli arrestati dell'operazione Fortino

La rete di spaccio nel centro storico, no del gup a due scarcerazioni

L'istanza è stata riproposta al tribunale del riesame, l'udienza è stata fissata domani

No dal gup alla sostituzione della misura cautelare per due imputati del procedimento scaturito dall’operazione antidroga “Fortino”. Il giudice Alessandra Vella, davanti alla quale si celebra il processo con rito abbreviato, nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta della difesa di Rosario Crapa, 30 anni e Salvatore Stagno, 46 anni. Il difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, in particolare, chiedeva la sostituzione della misura cautelare del carcere con i domiciliari per quest’ultimo e l’applicazione dell’obbligo di firma al posto degli arresti domiciliari per Crapa. La richiesta, quindi, è stata reiterata al tribunale del riesame e sarà discussa all’udienza di domani. Il processo, salvo rinvii per l’emergenza Coronavirus, dovrebbe riprendere il primo aprile.

Tre imputati hanno ammesso i fatti confidando che l'atteggiamento collaborativo possa consentirgli di beneficiare di una pena ridotta, un quarto si è difeso e ha negato le accuse, un quinto non ha detto nulla. L'audizione degli imputati ha rappresentato l’unico atto istruttorio del processo prima della requisitoria del pubblico ministero Paola Vetro e delle arringhe della difesa. Gli inquirenti l’hanno chiamata “operazione Fortino”, perché i pusher del centro storico di Favara, per sviare le forze dell’ordine, avrebbero utilizzato persino un jammer per disturbare le eventuali intercettazioni dei carabinieri e, inoltre, per allontanare i sospetti ed evitare i controlli, si sarebbero serviti della presenza di bambini. 

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