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Mercoledì, 29 Marzo 2023
Cronaca Favara

"Scambiò massa tumorale per escrescenza", respinta istanza di risarcimento

Il giudice del tribunale civile, Andrea Illuminati, con sentenza depositata lo scorso 4 dicembre, ha dichiarato “non responsabile” un dermatologo di Favara per il decesso del paziente

Secondo i figli il loro papà sarebbe morto per l’imperizia del medico che lo ebbe in cura e proprio per questo si sono rivolti ai giudici per ottenere un indennizzo. Ma il provvedimento non è stato a loro favorevole avendo la sezione civile del tribunale di Agrigento respinto la richiesta di risarcimento dei danni. Il giudice Andrea Illuminati, con sentenza depositata lo scorso 4 dicembre, ha dichiarato “non responsabile” un dermatologo di Favara per il decesso del paziente respingendo di conseguenza la richiesta del risarcimento avanzata dagli eredi. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. La vicenda è datata e risale al 2010. Vincenzo Arancio, dipendente di un ristorante, morì perché lo specialista di malattie della pelle, Giuseppe Vitello, anche lui di Favara, avrebbe scambiato, secondo l’accusa, una massa tumorale per una banale escrescenza prescrivendo al cliente una cura con farmaci. A far valere, in sede civile, le ragioni del professionista è stato l’avvocato Diego Costanza.

In particolare, il tribunale ha dichiarato che nessuna colpa, negligenza od imperizia medica può essere addebitata al dottor Vitello per il decesso di Vincenzo Arancio perché quest’ultimo, più volte sollecitato, e data la rarità della patologia di cui soffriva già da molto tempo, non avrebbe ascoltato i consigli e le prescrizioni del medico curante.

Il difensore e procuratore del dermatologo, con l'assistenza dei consulenti medici di parte, ma anche con atti e testimoni, ha dimostrato l'assoluta estraneità del suo cliente rispetto alle pretese della famiglia di Arancio, assistiti dall’avvocato Maria Alba Nicotra, per come motivato in sentenza dal giudice. 

L’anno scorso, in sede penale, il dottor Vitello era stato condannato a cinque mesi di reclusione (pena sospesa) essendogli state riconosciute delle responsabilità. Alla luce della recente sentenza della sezione civile del tribunale di Agrigento, l’avvocato Giuseppe Barba, che difende in appello il dermatologo, cercherà di smontare le valutazioni del giudice di primo grado chiedendo l’assoluzione del suo assistito perché non gli può essere rimproverata nessuna forma di imperizia. 

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