Contributi alle aziende agricole alluvionate, il Tar commissaria l'assessorato

Le imprese subirono danni a tunnel e serre nel marzo del 2012

La prima sezione del Tar Palermo ha accolto i ricorsi presentati dalle aziende favaresi ed ha ordinato all’assessorato Agricoltura di provvedere entro 30 giorni ai pagamenti, nominando, per il caso di ulteriore inerzia, quale commissario ad acta il segretario generale della Regione Siciliana affinché provveda eventualmente in via sostitutiva. 

Nel marzo del  2012, l'Agrigentno veniva colpito da un'alluvione che procurò ingenti danni alle imprese agricole del territorio. Il ministero delle Politiche agricole ed alimentari, all'epoca, dichiarò l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi, in particolare nel Comune di Favara, per attivare le misure finanziarie di sostegno alle aziende agricole colpite. Per effetto del decreto, i danni subiti dalle aziende agricole rientravano, dunque, tra quelli indennizzabili. Le due aziende agricole, “B. R.” e “V. M.”, di Favara, entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto hanno chiesto all’Ispettorato dell’Agricoltura di Agrigento di attivare la procedura necessaria per vedersi corrisposto il contributo in conto capitale per indennizzare i danni subiti a tunnel e serre. Le due ditte, con un primo atto di diffida del gennaio 2019, hanno intimato - visto che nulla era arrivato - all’Ispettorato dell’Agricoltura di Agrigento di attivare tutte le procedure per ottenere  quei contributi. Nel riscontrare i due atti di diffida, l’ispettorato Agricoltura di Agrigento comunicava - rende noto l'avvocato Rubino - alle due ditte  che l’assessorato regionale dell’Agricoltura non aveva ancora ripartito alcuna somma per soddisfare le richieste di contributo avanzate dalle aziende agricole.

Con ulteriore atto di diffida, le due ditte favaresi invitavano l’assessorato a concludere il procedimento amministrativo. Trascorsi, inutilmente, i 30 giorni le ditte “B. R.” e “V. M.”, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, proponevano davanti al Tar Palermo separati ricorsi contro il silenzio dell’amministrazione. L’assessorato regionale dell’Agricoltura, costituitosi in entrambi i giudizi, sosteneva l’inammissibilità dei ricorsi in quanto le ditte si sarebbero attivate oltre il termine della scadenza per l’erogazione dei contributi, fissato, a dire dell’amministrazione, entro i 4 anni dall’evento calamitoso (marzo 2016).

Gli avvocati Rubino e Airò sostenevano, contrariamente, che le due ditte in questione avessero attivato la procedura precedentemente al marzo 2016, mediante le richieste avanzate nel novembre/dicembre 2012, precisando, inoltre, che l’unico termine perentorio opponibile alle ditte beneficiarie fosse quello per la presentazione della domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale che riconosceva l’eccezionalità degli eventi calamitosi in questione. Il Tar Palermo, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Airò, ha accolto entrambi i ricorsi presentati dalle aziende favaresi. 

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