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Un'aula di tribunale

Un'aula di tribunale

"Morto dopo un pestaggio per un rimprovero", nuove accuse per tre imputati

Il pm Carlo Cinque modifica il capo di accusa: "Provocarono la morte di Bennardo Chiapparo aggredendo il figlio dell'anziano e impedendo loro di difenderlo"

"Hanno neutralizzato il soccorso difensivo del figlio della vittima concorrendo alla commissione del delitto”: il pubblico ministero Carlo Cinque, all’apertura dell’udienza preliminare, modifica il principale capo di imputazione dell’inchiesta per il presunto pestaggio di Bennardo Chiapparo, morto a 68 anni il 10 febbraio dell’anno scorso, 9 giorni dopo avere battuto la testa per terra a causa – secondo l’accusa – di un violento pugno al torace ricevuto. L’avvocato Alfonso Neri, difensore dei quattro imputati insieme al collega Salvatore Pennica, ha chiesto un termine per valutare la strategia difensiva alla luce del nuovo capo di imputazione che, di fatto, precisa e specifica meglio le condotte contestate agli imputati e il giudice Alfonso Malato l’ha concesso rinviando al 6 novembre. Prima che il pm Carlo Cinque cambiasse il capo di accusa la moglie e i figli di Chiapparo si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Francesco Gibilaro e Gisella Spataro. L’inchiesta, nove mesi fa, aveva fatto scattare un’ordinanza cautelare.

Il provvedimento restrittivo, emesso dal gip Alessandra Vella, era stato eseguito dai carabinieri lo scorso 5 dicembre. In carcere è finito Antonino Pirrera, favarese di 40 anni, principale indagato. Domiciliari per Giovanni Ruggeri, 43 anni, Carmelo Pullara, 27 anni, e Michele Sorce, 34 anni, tutti di Favara. L’accusa ipotizzata per tutti è di omicidio preterintenzionale. In un primo momento erano contestate le lesioni ai danni di uno dei figli di Chiapparo che si fratturò un braccio nelle fasi della presunta aggressione: ieri il pm ha cancellato questo capo di imputazione ritenendo di rafforzare l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Chiapparo, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe aggredito il ragazzino perché gli aveva preso a calci, insieme ad alcuni coetanei, l’insegna del suo autolavaggio. All’uscita del bar, dove Pirrera aveva saputo dal figlio dell’episodio, avrebbe incontrato gli altri tre amici. A quel punto le versioni di accusa e difesa sono diametralmente opposte. Secondo la Procura e il gip, che ha firmato l’ordinanza cautelare, avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva andandolo a cercare a casa e chiedendo con una scusa al figlio di chiamarlo. Poi Pirrera lo avrebbe colpito improvvisamente con un pugno al torace che gli provocò la caduta per terra. L’aggressione, nella quale sarebbe stato aiutato dagli amici, sarebbe proseguita anche dopo. La modifica del capo di imputazione precisa meglio la posizione giudiziaria di Sorce, Ruggeri e Pullara. 

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