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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Favara

"Agguato al bar di Favara", decisa condanna ma non fu tentato omicidio

Il gup Francesco Provenzano ha inflitto tre anni e sei mesi di reclusione a Gaetano Volpe, 51 anni, per l'accusa di minaccia aggravata

Tre anni e sei mesi di reclusione per l'accusa di minaccia aggravata dall'uso dell'arma: secondo il gup Francesco Provenzano  il pescatore Gaetano Volpe, 51 anni, di Porto Empedocle, accusato dell’agguato ai danni di un disoccupato trentunenne, avvenuto davanti a un bar di Favara, non aveva intenzione di ucciderlo ma solo di intimorirlo.

La sentenza è stata emessa nel pomeriggio dopo una lunga arringa difensiva dei suoi legali, gli avvocati Raimondo Tripodo e Rosario Fiore. All'udienza precedente, invece, il pubblico ministero Gloria Andreoli aveva chiesto la condanna a 10 anni di reclusione ritenendo provata anche l'imputazione di tentato omicidio.

La tesi della difesa, che ha pure prodotto una consulenza medico legale, è che la ferita sia stata provocata da una semplice contusione e che, magari, potrebbe essere stata provocata da un colpo ricevuto nella colluttazione che sarebbe avvenuta davanti a un bar di via Agrigento il 13 aprile dell’anno scorso. 

L’episodio si presentò subito come un giallo perché nessuno sembrava avesse sentito dei colpi di arma da fuoco o sembrava essere a conoscenza di quanto accaduto. La presunta vittima, rimasta pressochè illesa perché il proiettile, secondo la sua versione, lo avrebbe colpito solo di striscio all’addome, ha presentato denuncia solo dopo alcuni giorni e il pubblico ministero Andrea Maggioni dispose il fermo del sospettato.

Il provvedimento non era stato convalidato perché il gip Alessandra Vella ritenne che non sussistesse il pericolo di fuga. Nei suoi confronti, però, al termine dell’interrogatorio di convalida durante il quale si era avvalso della facoltà di non rispondere, era stata emessa un’ordinanza cautelare in carcere e, quindi, la tesi accusatoria è stata comunque riscontrata. La misura è stata in seguito attenuata e attualmente l’imputato è sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La pena inflitta è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato.
 

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