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Lunedì, 20 Maggio 2024
Violenza contro le donne / Favara

"Adesca la figlia sedicenne della figliastra e la palpeggia": condannato a 4 anni e 2 mesi

Un cameriere di un ristorante del Villaggio Mosè, in un secondo momento, avrebbe impedito lo stupro: l'uomo è stato riconosciuto colpevole pure di avere picchiato la compagna, intervenuta poco dopo

Adesca con una scusa l'amica sedicenne della figlia della compagna, la porta nello sgabuzzino di un ristorante e la molesta baciandola sulla bocca e sul collo, palpeggiandole il seno e infilandole una mano dentro i pantaloni fino a toccarle le parti intime non riuscendo a consumare la violenza completa solo perché un cameriere del locale si accorse di quanto stava accadendo e lo invitò a uscire.

Per queste accuse il quarantaduenne Antonino Lazzara, di Favara, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo. L'episodio al centro del processo risale al 16 dicembre del 2021.

Adesca e abusa dell'amica sedicenne della figliastra: indagato 41enne

Lazzara, secondo la ricostruzione dell'episodio, avrebbe convinto la figlia della compagna e una sua amica ad andare con lui in auto per raggiungere un ristorante del Villaggio Mosè dove avrebbero dovuto cenare. 

Durante il tragitto, dopo essersi fermato all'altezza della strada "Crocca", avrebbe fatto scendere la "figliastra" con una scusa ed, essendo rimasto solo con l'amica seduta accanto a lui, l'avrebbe baciata toccandole la coscia. 

Dopo l'arrivo al ristorante sarebbe successo il "fattaccio". La figlia della compagna avrebbe deciso di restare sola in macchina. A tavola, quindi, avrebbe fatto delle avances esplicite all'amica dicendole che era pazzo di lei e che era disposto a pagare per avere un rapporto sessuale. Quindi, dopo averla portata all'esterno del locale, in uno sgabuzzino, avrebbe cercato di avere un vero e proprio rapporto sessuale venendo bloccato da un cameriere.

A Lazzara veniva contestato pure di avere picchiato la compagna, arrivata poco dopo, e la figlia della donna. La fidanzata sarebbe stata afferrata per i capelli e colpita con calci e pugni. Alla ragazza, invece, avrebbe dato uno schiaffo al volto.

Il pubblico ministero Gaspare Bentivegna, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto una condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione. Il difensore, l'avvocato Salvatore Cusumano, aveva sostenuto che i fatti denunciati dalle presunte vittime non avevano trovato riscontro nel processo. 

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