Cronaca

L'anziano morto dopo litigio col vicino, il pm dispone anche l'autopsia

La Procura vuole vederci chiaro e ordina nuovi accertamenti per la morte del settantanovenne Vittorio Messina

Non solo l’ispezione cadaverica: il pubblico ministero Elenia Manno ha disposto anche l’autopsia sul settantanovenne di Favara, Vittorio Messina, morto dopo essersi rotto il femore in seguito a una caduta successiva a una lite col vicino.

Messina, in particolare, dopo essere andato all’ospedale avrebbe rifiutato l’intervento perché, per effettuarlo, era necessaria una trasfusione e le sue convinzioni religiose lo avrebbero portato a rifiutarla. Il suo obiettivo sarebbe stato quello di farsi operare quando sarebbe stato possibile farlo senza trasfusione. Il 14 giugno, però, 7 giorni dopo la caduta, è morto.

I suoi familiari, assistiti dall’avvocato Giacomo La Russa, hanno presentato una querela ai carabinieri e il settantunenne vicino di casa che avrebbe spintonato Messina dopo una lite, facendolo cadere a terra e provocandogli la frattura del femore, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale. 

Il pubblico ministero Elenia Manno, per cercare di fare chiarezza sulle cause del decesso, in un primo momento aveva disposto il sequestro delle cartelle cliniche dell’anziano. Il pm, in seguito, ha disposto l’autopsia ed è stato conferito l’incarico al medico legale Sergio Cinque che depositerà la sua relazione entro sessanta giorni.

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