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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Favara

Preso con quasi 70 grammi di cocaina, condanna ridotta per 43enne

Un anno e 10 mesi a Carmelo Vaccaro al posto dei 3 anni e 8 decisi in primo grado: i giudici qualificano il fatto come ipotesi di "lieve entità"

Un anno e 10 mesi di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena: i giudici della prima sezione penale, presieduta da Adriana Piras, hanno ridotto la condanna al favarese Carmelo Vaccaro, 43 anni, accusato di detenzione ai fini di spaccio di 68 grammi di cocaina.

La sentenza di primo grado, il 15 maggio di 3 anni fa, era stata emessa, al termine del processo con rito abbreviato, dal gup di Agrigento, Stefano Zammuto, che gli aveva inflitto tre anni e otto mesi di reclusione e 12.000 euro di multa.

I giudici della Corte di appello, ai quali si è rivolto il difensore, l'avvocato Antonino Gaziano, hanno ridotto la condanna in considerazione del fatto che la condotta è stata ritenuta fra i casi di "lieve entità".

Vaccaro, che in seguito è stato coinvolto nell’inchiesta “Up and down”, che ipotizzava un traffico di cocaina sull’asse Favara-Belgio, era stato arrestato l’8 novembre del 2014, insieme al ventinovenne Luigi Parisi, la cui posizione è stata archiviata in quanto è risultato estraneo alla vicenda. L’operazione era stata eseguita dai carabinieri che li avevano sorpresi per strada, poco distanti da un locale di San Leone, e avevano deciso di sottoporli a una perquisizione personale ritenendo che il loro atteggiamento fosse sospetto. In seguito il controllo era stato esteso a un’abitazione che avevano preso in affitto nella zona. Il controllo domiciliare, in effetti, ha avuto esito positivo.

Dentro l’abitazione sono stati trovati 68 grammi di cocaina, suddivisa in tre involucri, un grammo e mezzo di hashish, un bilancino di precisione, oltre 800 euro in contanti e del cellophane verosimilmente utilizzato per confezionare le dosi. I carabinieri hanno sequestrato tutto il materiale e li hanno arrestati. Vaccaro ha detto ai militari che la cocaina, l’altra droga e tutto il materiale era suo e Parisi non sapeva nulla. Al tempo stesso si era difeso sostenendo che la detenzione era finalizzata al solo consumo personale e che non l’avrebbe spacciata. La posizione di Parisi, in effetti, è stata archiviata. 

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