Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Preso con un fucile a canne mozze, trentaduenne patteggia quasi due anni

Carmelo Tuzzolino, arrestato dopo l'imbeccata di una fonte confidenziale, si era giustificato dicendo che era un regalo del nonno

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Un anno, undici mesi e venti giorni di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il trentaquattrenne di Favara, Carmelo Tuzzolino, arrestato il 26 settembre del 2018 dopo che i poliziotti, imbeccati da una fonte confidenziale, sono andati dritti nella sua abitazione e gli hanno trovato un fucile a canne mozze, patteggia e definisce la propria posizione evitando un vero e proprio processo.

La richiesta di applicazione della pena, presentata dal difensore - l'avvocato Salvatore Cusumano - con il consenso del pubblico ministero Gloria Andreoli, è stata ratificata dal giudice dell'udienza preliminare Alessandra Vella. "Il fucile era un regalo di mio nonno, me l'ha dato poco prima di morire". Così il favarese si era giustificato davanti al gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che aveva convalidato il suo arresto eseguito il giorno prima dai poliziotti del commissariato di Porto Empedocle. 

Le ipotesi di reato per le quali ha patteggiato sono: detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Nel corso della perquisizione personale e domiciliare - nel cassetto dell’armadio della camera da letto, occultato tra gli indumenti, - è saltato fuori il fucile a canne mozze sovrapposte, calibro 1, privo di marca e modello con la matricola abrasa, avvolto con della pellicola trasparente. Dietro lo stesso mobile, custodite all’interno di un barattolo in plastica, sono state ritrovate le 17 cartucce, calibro 12, 16 delle quali inesplose.

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