"Assistenti civici", i sindaci sono contrari: "Misura insufficiente, ci servono aiuti più concreti"

I primi cittadini stanno accogliendo con freddezza l'idea avanzata dal Ministero per contenere assembramenti e far rispettare le distanze sociali

(foto ARCHIVIO)

Contenimento degli "assembramenti" e rispetto delle distanze personali, arrivano gli “assistenti civici”: ma i sindaci che ne pensano?

I primi cittadini della provincia hanno opinioni contrastanti - ma in larga parte negative - rispetto all'idea messa in campo dal Governo di creare un corpo di volontari per svolgere compiti di utilità pubblica e sorveglianza durante la “Fase 2”, ritenendo la proposta poco utile alla prova dei fatti.

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Critico è ad esempio il sindaco di Realmonte Calogero Zicari, Comune che dovrà gestire da solo chilometri di spiagge libere. “E’ la montagna che partorisce il topolino – spiega -. Non è assolutamente un aiuto effettivo per le comunità locali: avremmo bisogno di altro”. Stessa linea il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina. “Sono molto dubbiosa rispetto a questa misura – spiega - Non penso sarà semplice. Certamente sarebbe meglio ci dessero fondi e la possibilità di assumere vigili urbani a tempo determinato per il periodo estivo. Inoltre, a Porto Empedocle abbiamo 917 percettori del reddito di cittadinanza e ancora non abbiamo nemmeno l’elenco di questi lavoratori. Perché usare i volontari?”.

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Più possibilista il sindaco di Agrigento Lillo Firetto. “Credo che l’iniziativa sia stata per molti versi fraintesa – spiega – perché si attribuisce a queste figure un ruolo che non possono avere, cioè di alternativa alle forze di polizia e invece rappresentano un ausilio alle attività di monitoraggio. Va detto che durante la fase Covid i volontari hanno rappresentato un ausilio importante per gli enti locali, penso al lavoro essenziale svolto per la distribuzione dei pacchi di cibo, quindi non vedo perché non possano essere utilizzabili anche nella fase delle riaperture".

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