menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
FOTO ARCHIVIO

FOTO ARCHIVIO

Falsi documenti per i contributi agricoli ma le firme non erano sue: assolto imprenditore

L'imputato ha tirato in ballo il patronato, una perizia grafica lo scagiona e conferma che non era stato lui a sottoscriverle

"Quelle firme non sono state apposte da me, mi sono rivolto ad un patronato e hanno fatto tutto loro. Non so nulla di queste pratiche": questa la difesa di un imprenditore di Palma di Montechiaro - Stefano Saccomando, 43 anni - finito sotto processo per le accuse di falso aggravato e truffa e prosciolto dopo che una perizia grafica ha confermato quanto aveva sostenuto.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli.

All'imprenditore, che è stato difeso dall'avvocato Salvatore Manganello, in particolare si contestava di avere redatto dei documenti falsi che gli avrebbero consentito di ottenere dei contributi per la sua impresa agricola. I fatti risalgono al periodo compreso fra il 2014 e il 2016.

In particolare era accusato di avere realizzato una falsa scrittura privata con cui si attestava la cessione in suo favore, da parte dei legittimi detentori, di alcuni titoli. Con questa operazione l'Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura gli riconobbe il diritto all'erogazione di circa 15.000 euro di contributi comunitari, in tre distinti pagamenti, per la campagna agricola degli anni 2014, 2015 e 2016.

La richiesta di erogazione dei contributi, contenente la falsa scrittura privata, fu poi presentata alla sede di Agrigento di Confagricoltura. Da un successivo controllo incrociato dei documenti emerse la falsità della dichiarazione.

Durante il dibattimento ha sostenuto di essersi rivolto a un patronato, facendo anche il nome di un impiegato che aveva curato alcune sue pratiche, e di non essere lui l'autore delle firme sulla falsa cessione dei titoli da cui ne era scaturita l'erogazione dei contributi. Il giudice ha disposto pure un confronto fra lo stesso dipendente dell'ufficio e l'imputato e, infine, ha ammesso la consulenza della grafologa Maria Giovanna Russo che ha escluso la riconducibilità della firma all'imputato.

"La scrittura privata - interviene l'avvocato Manganello - è stata falsificata da operatore di altra struttura sindacale che non è la Confagricoltura. La pratica è stata presentata poi alla stessa che è estranea ad ogni fatto".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento