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Falso certificato per riappropriarsi di un appartamento, medico e figlio della proprietaria a giudizio per frode processuale

Dall'attestazione risultava che la donna era affetta da "deterioramento mentale"

Falso certificato medico per fare risultare che le condizioni mentali della madre fossero deteriorate, in modo da ottenere l’annullamento di un atto pubblico e, quindi, acquisire la proprietà di un immobile. Con queste accuse sono stati rinviati a giudizio il medico Carmelo Amato, 68 anni, e l’agrigentino Angelo Iacono, 53 anni.

A decidere l’approfondimento dibattimentale, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Elenia Manno, è stata il giudice dell’udienza preliminare Luisa Turco. I due imputati, difesi dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Giuseppe Sodano, sono accusati di frode processuale e falsità ideologica in certificati. La vicenda risale al 13 novembre del 2013 e scaturisce dalla denuncia presentata da un familiare di Iacono. I due imputati, secondo la Procura, avrebbero prodotto un certificato falso nell’ambito di un procedimento civile finalizzato ad ottenere la dichiarazione di nullità dell’atto pubblico di vendita, “per incapacità dell’alienante”, della madre di Iacono.

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