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"La carica delle 104"

La maxi inchiesta sui falsi invalidi, la prescrizione cancella l'accusa di associazione a delinquere

Il decorso del tempo falcidia il processo a carico di 48 persone: i giudici hanno emesso una sentenza di non doversi procedere per decine di reati non più punibili

Dieci anni dopo gli arresti scatta la prescrizione per decine di reati fra cui quello di associazione a delinquere contestato a gran parte degli imputati del processo sulla cosiddetta "fabbrica" dei falsi invalidi.

I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno emesso una sentenza di non doversi procedere perché numerose accuse non sono più punibili.

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L'inchiesta, chiamata "La carica delle 104", che nel settembre del 2014 ha fatto scattare l'operazione e ha già portato a decine di patteggiamenti ma anche di archiviazioni, avrebbe accertato l'esistenza di due bande parallele che avevano messo in piedi un giro di falsi invalidi. 

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Ne avrebbero fatto parte medici compiacenti, che accettavano, talvolta, tangenti di modesta entità per attestare patologie inesistenti o di portata superiore a quella reale, pubblici funzionari e semplici faccendieri, ovvero figure che nulla avevano a che fare col mondo sanitario ma che avrebbero procacciato finti malati a cui faceva comodo ottenere previdenze e indennizzi da parte dello Stato.

Il troncone principale del processo, tuttavia, non arriverà ad alcun accertamento perché la scure della prescrizione ha già fatto cadere gran parte dell'impianto accusatorio.

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