"Finti infortuni in aziende fantasma", medici del pronto soccorso confermano le accuse

Le "sceneggiate" venivano organizzate da alcuni faccendieri che istruivano i falsi incidentati su cosa dovevano dire

Un momento del blitz

I falsi infortunati si presentavano in ospedale, dopo essere stati debitamente istruiti dai faccendieri della banda, lamentando dolori agli arti e alla cervicale e dovevano raccontare di essere caduti mentre erano al lavoro. Il resto, in seguito, lo avrebbero fatto le false attestazioni dei medici compiacenti. Alcuni sanitari del pronto soccorso, ieri mattina, hanno confermato le accuse agli imputati, fra i quali loro colleghi.

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Sfilata di testi abbastanza rapida, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, perché tutti si limitano a dire, semplicemente, di confermare quanto dichiarato in precedenza. Quattro anni dopo i 53 rinvii a giudizio, decisi dal giudice Francesco Provenzano, procede spedito il processo scaturito dall’inchiesta “Demetra” che avrebbe sgominato una maxi truffa ai danni di Inps e Inail attraverso la creazione di false aziende per posti di lavoro “fantasma”. 

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