Lunedì, 15 Luglio 2024
L'inchiesta sui "furbetti"

"Residenti all'estero ma con il reddito di cittadinanza in Italia": due condanne

Una terza imputata è stata assolta: l'accusa era quella di avere dichiarato falsamente di stare nel territorio nazionale da oltre dieci anni

Due condanne e un'assoluzione nell'ambito di uno dei tanti filoni processuali legati ai presunti brogli per ottenere il reddito di cittadinanza. Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, ha infitto dieci mesi e venti giorni di reclusione ciascuno a Erika Agnello, 32 anni e Antonino Castiglione, 58 anni.

"Finti italiani per il reddito di cittadinanza": 4 rinvii a giudizio

Assoluzione "perchè il fatto non costituisce reato" per la 47enne Sonia Sciabica. L'accusa, per la quale il pm aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati a un anno e sei mesi di reclusione ciascuno, era quella di avere attestato falsamente di essere residenti in Italia, da almeno 10 anni consecutivi, per ottenere il sussidio che, di recente, è stato abolito dal governo. 

Alcuni controlli, scattati dall'esame di alcune situazioni sospette, hanno consentito di accertare che c'è chi aveva finto di avere la residenza in Italia per ottenere il sussidio. Fino a quando i controlli sull'anagrafe degli italiani residenti all'estero non hanno consentito di accertare che erano state presentate delle false dichiarazioni.

Nel frattempo, però, c'è chi era riuscito a ottenere il bonifico mensile, dell'importo di circa 1.000 euro, per ventisette volte. Nel procedimento, in un primo momento, erano coinvolte otto persone che hanno scelto strade processuali diverse. Agnello, Sciabica e Castiglione, attraverso i loro difensori (Sciabica è stata assistita dall'avvocato Olindo Di Francesco, gli altri due imputati dai legali Fabio Sardo e Pietro Maragliano) hanno chiesto il giudizio abbreviato.

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