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Venerdì, 21 Giugno 2024
Operazione Mosaico / Favara

La faida sull'asse Favara-Belgio: chieste 6 condanne in appello (con tre riduzioni)

Ad Antonio e Calogero Bellavia, accusati dell’omicidio di Mario Jakelich, in primo grado è stato inflitto l'ergastolo: il pg chiede adesso 14 anni per il primo. Proposto uno sconto di pena pure per due imputati accusati di spaccio e ricettazione

La condanna dei sei imputati con tre riduzioni di pena rispetto alla sentenza di primo grado: i magistrati della procura generale Rita Fulantelli e Maria Teresa Maligno hanno concluso la requisitoria del processo scaturito dall'operazione "Mosaico", sulla faida fra due cosche rivali che ha seminato morti ammazzati e feriti sull'asse Favara-Belgio, chiedendo una riforma della sentenza.

Il gup di Palermo, Nicola Aiello, a conclusione del giudizio abbreviato aveva deciso l'ergastolo per i favaresi Antonio e Calogero Bellavia, 51 e 33 anni, accusati degli omicidi di Mario Jakelich, avvenuto nel settembre 2016 a Liegi nell'ambito dell'agguato in cui restò ferito Maurizio Di Stefano, e dell’empedoclino Carmelo Ciffa, ucciso in pieno giorno a Favara il 26 ottobre del 2016 (per quest’ultimo delitto sono stati assolti definitivamente). Contestato pure un agguato, sempre ai danni di Di Stefano e del favarese Carmelo Nicotra, avvenuto a Favara nel maggio del 2017.

Assoluzione per non aver commesso il fatto, invece, per Calogero Gastoni, 41 anni di Agrigento, per il quale i pm avevano chiesto l’ergastolo per l’omicidio di Emanuele Ferraro, ucciso a Favara l’8 marzo del 2018. 

Il giudice aveva disposto altre quattro condanne: 14 anni erano stati inflitti a Calogero Ferraro, ritenuto uno dei componenti del clan Bellavia; 5 anni e 4 mesi a Carmelo Nicotra, scampato ad un agguato nel maggio 2017 in via Torino, a Favara, che non ha mai collaborato con la giustizia e ha sempre nascosto l’identità dei suoi attentatori; 6 anni a Gerlando Russotto (l’accusa ne chiedeva 16); 2 anni e 4 mesi, invece, all’imprenditore Salvatore Vitello, titolare di un camping e b&b a San Leone, accusato di ricettazione e incendio. Secondo l’accusa Vitello avrebbe aiutato Carmelo Nicotra ad occultare e incendiare la Renault Modus utilizzata per accompagnare Carmelo Nicotra, vittima dell’agguato del maggio 2017, all’ospedale. 

I magistrati della procura generale, adesso, chiedono la riduzione della pena a 14 anni per Antonio Bellavia proponendo, in sostanza, l'assoluzione per l'agguato in Belgio ai danni di Jakelich e Di Stefano. Il favarese, quindi, è ritenuto responsabile del solo agguato del maggio del 2017 a Favara.

Proposto, inoltre, uno sconto per Russotto (da 6 a 5 anni per effetto dell'assoluzione da un capo di accusa di spaccio) e per Vitello (un anno, proposta assoluzione per ricettazione). Per gli altri tre imputati è stata chiesta la conferma della condanna. 

Nell’inchiesta sono confluiti una serie di segmenti investigativi su un vasto giro di armi, droga ed episodi di criminalità connessi agli agguati. 

L’operazione Mosaico, eseguita dalla squadra mobile di Agrigento, ha fatto luce sulla faida Favara-Liegi che ha portato ad almeno cinque omicidi e una dozzina di agguati falliti. 

A provocare la carneficina sarebbe stato l'omicidio dell'imprenditore Carmelo Bellavia, parente dei due imputati condannati in primo grado all'ergastolo e fiancheggiatore del boss Gerlandino Messina: la sua uccisione, avvenuta il 26 gennaio del 2015, ha aperto la strada a una rappresaglia fra due clan contrapposti. 

Il processo di appello prosegue adesso con le arringhe dei difensori (il collegio è composto dagli avvocati Giuseppe Barba, Salvatore Cusumano, Salvatore Virgone, Samantha Borsellino, Giovanni Rizzuti, Michele Giovinco, Angelo Farruggia e Annalisa Russello).

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