Braccianti extracomunitari in "vendita": poche decine di euro per un giorno di lavoro

Chiunque abiti a Favara sa dove andarli a trovare: sono nella zona dell'Itria, seduti su panchine e muretti in attesa che auto e furgoni li carichino per portarli nelle campagne

(foto ARCHIVIO)

Li trovi sempre allo stesso posto: all'alba, seduti su un muretto o alla fermata di un bus che comunque non prenderanno. Hanno jeans logori, una maglietta, un cappellino e un borsello. Le scarpe, sbiancate dalla terra e dal fango. Le auto e i furgoni arrivano alla spicciolata. A volte c'è qualche breve contrattazione, e si parte, diretti fuori dal centro abitato, nelle campagne.

Una scena che si ripete sempre uguale, ormai da anni, nella zona dell'Itria, a Favara, zona dove è abituale poter reperire manodopera a basso costo (e totalmente in nero) per i lavori nei campi. I lavoratori sono giovani extracomunitari, alcuni dei quali vivono ormai da tempo in città e che vengono utilizzati per interventi in giardini e terreni agricoli per poche decine di euro. Tutto alla luce del sole, anche perché sarebbe difficile contestare qualcosa nell'immediato a meno di una collaborazione dei soggetti direttamente coinvolti, che appare improbabile.

In larga parte questi manovali accompagnano operai locali, che in genere pretendono per sé una paga più alta (una volta si chiamava caporalato), in piena applicazione di un sistema di sfruttamento che viene camuffato da solidarietà: "Sempre meglio che non far nulla", commentano alcuni. La domanda che c'è da porsi è, tuttavia, cosa accadrà a questi lavoratori quando dovessero occorrere in qualch incidente o infortunio. Saranno accompagnati in ospedale dagli sfruttatori rischiando domande indiscrete e denunce?

Va a questo aggiunto un fatto, comunque: quanto avviene a Favara è un singolo caso, tutt'altro che inusuale. Le operazioni di polizia e le indagini in tal senso ci hanno raccontato come in provincia i centri dove maggiore è l'importanza dell'agricoltura sembrano avere grossa necessità di mano d'opera irregolare, fermo restando che ci sono anche tanti imprenditori del comparto che rispettano le regole e i lavoratori.

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