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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

L'ex discarica è una "bomba ecologica", per la bonifica servono tanti soldi

Si parla di importi “inverosimili”. La gara d'appalto da 345 mila euro rappresenta solamente un primo provvedimento per la rimozione delle emergenze più “superficiali”

Una vera e propria “bomba ecologica”, per bonificare la quale servono importi “inverosimili” e che oggi pesa quasi unicamente sulle fragili spalle del Comune di Agrigento. A usare termini tutt'altro che rassicuranti era stato  nei giorni scorsi durante il Question time l'assessore all'Igiene Nello Hamel il quale rispondeva a sua volta ad una interrogazione posta in consiglio comunale sul futuro dell'area dell'ex discarica comunale di contrada Consolida. L'impianto, in uso fino agli anni '90, oggi rappresenta una grande criticità per il territorio, molto semplicemente perché negli anni non vennero realizzati i dovuti interventi per la regimentazione delle acque piovane né tanto meno quelli per evitare che queste, filtrando nel terreno colmo di rifiuti conferiti, come ha detto Hamel, in modo “estemporaneo”.

Bonifica dell'ex discarica, gara d'appalto da 345 mila euro 

Per questo anni fa era arrivato l'interessamento del corpo Forestale dello Stato e, tempo dopo, della polizia provinciale, cui si aggiungeva la Procura della Repubblica di Agrigento, che nel 2015 chiese la realizzazione di “interventi urgenti... per evitare danni all'ambiente e alla salute pubblica”. Questo perché il percolato avrebbe potuto raggiungere i corsi d'acqua, che attraversano zone ampiamente coltivate. In particolare già in quella relazione si evidenziavano problemi nella gestione del percolato e l'affioramento, a causa delle piogge, di parte dei rifiuti sotterrati. Il Comune, dal canto suo, aveva tentato di trovare fonti di finanziamento esterne alle risorse Municipali, come aderendo al progetto “Sulfanet” nel lontanissimo 2011. Alla fine, tuttavia, non si riuscì a portare a casa il risultato (ma si effettuarono alcuni singoli lavori) e, ancora oggi, il Comune paga circa 25mila euro l'anno per svuotare periodicamente le vasche di accumulo del percolato, cui si aggiunge un migliaio di euro per pagare ai legittimi proprietari delle aree il canone di occupazione.

Insomma, una situazione complessa da risolvere, rispetto alla quale oggi la Regione – dice il Comune – si sarebbe disimpegnata, e che può essere gestita con le pochissime risorse comunali. In tal senso si inquadra la gara d'appalto da 345 mila euro appaltata nei giorni scorsi e che rappresenta però solamente un primo provvedimento per la rimozione delle emergenze più “superficiali”, dato che gli interventi dovrebbero durare solo 45 giorni. Una piccola pezza, tuttavia, per un buco fin troppo grande.

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