"Hanno estorto 250 mila euro all'impiegato infedele delle Poste": arrestata una coppia

A carico dell'ex dipendente dell'ufficio postale è scattato un sequestro preventivo di beni e denaro per una somma pari a 573 mila euro: quella indebitamente sottratta nel tempo

Avrebbero estorto, a più riprese, 250 mila euro all'impiegato infedele delle Poste: al sessantaduenne che, grazie ad una serie di raggiri, si sarebbe appropriato di un totale di 573 mila euro. A fare luce su quanto è accaduto - a partire dal 2011 e fino al dicembre del 2017 - a Favara sono stati i carabinieri della tenenza cittadina in collaborazione della Guardia di finanza. A carico dell'impiegato infedele è scattato un sequestro preventivo di beni e denaro per una somma pari - 573 mila euro appunto - a quella indebitamente sottratta nel tempo. La coppia di estortori - la donna: Annamaria Stagno 43enne originaria di Favara e il coniuge, Umberto Nocito 38enne, originario di Messina - attualmente residente nel Catanese è stata arrestata.

IL VIDEO. Sfruttava gli anziani clienti per appropriarsi dei soldi, scatta il sequestro da 573 mila euro 

Dipendente delle Poste sparito da 6 mesi con un grosso bottino 

Complessa la vicenda sulla quale i carabinieri della tenenza di Favara hanno indagato a partire dalla seconda metà dell’anno passato. Con il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Chiara Bisso, i carabinieri sono riusciti a fare luce su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un ufficio postale di Favara. I carabinieri sono infatti sulle tracce di un 62enne di Favara, dipendente dell'ufficio postale, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo viene accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, i militari dell'Arma, in collaborazione con il nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, su delega dell’autorità giudiziaria, hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili e mobili registrati per un ammontare totale di 573 mila euro. Le Fiamme Gialle, in particolar modo, hanno dato corso ad una indagine patrimoniale finalizzata ad individuare e ad aggredire il patrimonio dell’indagato. Il sequestro preventivo ha colpito, nel dettaglio, 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

Sparì con i soldi dei clienti, incendiato il portone di casa all'ex impiegato

I carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’ufficio postale, sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi  prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo anche alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi. Buoni che erano sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, - hanno ricostruito ufficialmente dal comando provinciale dell'Arma - uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

Incendiata la saracinesca del garage dell'ex impiegato

Questa complessa vicenda si è intrecciata con il comportamento della coppia attualmente residente nel Catanese. La 43enne originaria di Favara e il coniuge 38enne venuti a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, avrebbe estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne. Impiegato che, con tutta probabilità, avrebbe attinto l’ingente somma versata dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. Ed è proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l'estorsione e di far scattare gli arresti domiciliari a carico della coppia. I carabinieri hanno eseguito un'ordinanza firmata dal Gip del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, e richiesta dal Pm Chiara Bisso.

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