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Nicolò Vasile all'uscita dalla Questura

Nicolò Vasile all'uscita dalla Questura

"Estorsione con il metodo mafioso", assolto in appello

I giudici hanno scagionato, "per non avere commesso il fatto", Nicolò Vasile di 35 anni. In primo grado era stato condannato a 7 anni e 2 mesi di reclusione. Confermata, invece, la sentenza per altri due imputati

In primo grado era stato condannato a sette anni e due mesi di reclusione per l'accusa di "estorsione con il metodo mafioso" ai danni di alcuni posteggiatori abusivi di Agrigento. I giudici della quarta sezione della Corte d'appello di Palermo hanno, invece, scagionato Nicolò Vasile, 35 anni: "assolto per non avere commesso il fatto". 

I giudici hanno accolto il ricorso dei difensori: gli avvocati Fabio Quattrocchi, Enrico Quattrocchi e Pietro Maragliano ed hanno ribaltato, per la sua posizione, la sentenza del processo che scaturiva dall’inchiesta “Parcometro”.

In primo grado, il 29 settembre di due anni fa, il collegio presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha condannato i tre imputati. Sette anni e due mesi di reclusione erano stati inflitti anche a Pietro Capraro, 31 anni; 6 anni e 8 mesi, invece, a Vincenzo Cacciatore, 52 anni. Le cui condanne di primo grado sono state confermate. Nell’inchiesta era stato arrestato anche Guido Vasile, padre di Nicolò, assolto nello stralcio abbreviato del processo.

Durante il processo di primo grado, in aula, cinque delle presunte vittime hanno negato tutto, smentendo quello che avevano dichiarato ai carabinieri e venendo a loro volta indagati per falsa testimonianza tanto che adesso sono sotto processo.

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