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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Luci spente all'Esseneto, il giorno dopo la protesta: "Riscatto non solo nel calcio"

In quattrocento hanno illuminato idealmente lo stadio per protestare contro l'esilio forzato deciso per mancanza dell'impianto

"L’inattesa, quanto sperata, partecipazione numerosa dei tifosi akragantini al flash mob organizzato per protestare contro il forzato esilio a Siracusa a causa della mancanza dell’impianto d’illuminazione allo stadio Esseneto, non ha rappresentato solamente l’ennesima dichiarazione d’amore dei supporters biancoazzurri  verso l’Akragas, ma ha messo in risalto anche la voglia di riscatto e di cambiamento che nutre una parte degli agrigentini".

Il giorno dopo la protesta per la mancanza dell'impianto di illuminazione allo stadio che ha portato all'esilio dell'Akragas a Siracusa gli organizzatori hanno diffuso una lunga lettera aperta con la quale invitano le istituzioni a dare una risposta immediata.

"Seppur limitato all’ambito calcistico, i circa 400 presenti in curva Sud, hanno voluto manifestare il proprio dissenso contro una realtà ed un modo di fare che è sempre un passo indietro rispetto ad altri luoghi italiani ma anche più semplicemente regionali.
E’ stata una protesta pacifica, ma molto dura contro i responsabili di questo ennesimo paradosso tipico agrigentino. E’ stata presa di mira la società dell’Akragas in quanto sapeva che per fare professionismo e giocare nella terza serie nazionale fosse indispensabile l’impianto d’illuminazione. Non sono serviti i tanti proclami ne la convenzione stipulata con il Comune di Agrigento. Alla fine dopo ben due proroghe concesse da parte della Lega è arrivato l’esilio lontano dall’Esseneto".

I tifosi dell'Akragas aggiungono: "Probabilmente qualcuno si aspettava che arrivasse anche la terza proroga, ma vivere per tirare a campare non è sicuramente prerogativa di una società che programma e pianifica il futuro. Anche l’Amministrazione comunale (aggiungeremmo non soltanto quella attuale) e la politica in genere, hanno delle forti responsabilità. Occorre tenere in mente che ad oggi nel capoluogo di provincia agrigentino, non è possibile fare e godere, quindi, per gli stessi abitanti e per l’intero hinterland, dello sport  di un certo livello ma anche dilettantistico. Infatti tralasciando l’incuria alla quale sono abbondonati diversi impianti e strutture sportive, il dato che emerge è sconfortante: la pallavolo femminile è emigrata ad Aragona, la pallamano a Favara, il basket, grazie ad investimenti privati, a Porto Empedocle e adesso il calcio addirittura a Siracusa!  Dire vergognoso è riduttivo!!!"

Gli organizzatori spiegano: "Questa protesta è la presa di coscienza della gente che non è più disposta ad accettare false promesse, che non è più disposta ad essere raggirata, non è più incline alla rassegnazione e all’apatia. La società tutta dell’Akragas deve mollare se non è in grado di garantire il professionismo e l’Amministrazione comunale deve dare risposte ad un territorio per troppo tempo martoriato, emarginato e abbandonato. Si dice che la politica si deve fare carico delle esigenze della gente e del popolo. Ecco, ieri un gran numero di persone hanno manifestato in maniera originale destando l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Adesso aspettiamo risposte concrete!!!"

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