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Cronaca Racalmuto

“Quel terreno non va espropriato”: due donne vincono ricorso e il Prg viene parzialmente annullato

La diatriba sulla destinazione d'uso dello spazio si è conclusa con la decisione del Cga che ha dato ragione alle proprietarie sulla destinazione d'uso dell'area

Due donne di Racalmuto, proprietarie di un appezzamento di terreno dove sorge un piccolo complesso edilizio, hanno vinto il ricorso riguardante la destinazione d’uso a seguito dell’approvazione dell’ultima revisione del Piano regolatore generale.

Il nuovo PRG, infatti, riconfermava la destinazione del terreno in questione a verde pubblico con reiterazione del vincolo espropriativo senza determinazione dell’indennizzo. Tutto ciò avveniva nonostante le proprietarie del terreno, nel corso dell’iter di adozione ed approvazione del nuovo PRG, avessero presentato opposizione rispetto a tale qualificazione, chiedendo il cambio di destinazione del proprio terreno a verde agricolo di margine urbano oppure a verde privato: destinazioni, entrambe, previste dal nuovo PRG.

Con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Calogero Marino e Vincenzo Airò hanno così proposto un ricorso straordinario al presidente della Regione chiedendo l’annullamento del Piano regolatore generale del Comune di Racalmuto nella parte relativa alla classificazione assegnata al terreno di loro proprietà.

I legali hanno contestato il sovradimensionamento del nuovo PRG rispetto agli standard urbanistici previsti dal DM n.1444/1968 che ha determinato quantità di aree per i servizi pubblici in ragione di un numero di abitanti che risulta essere maggiore del 50% circa rispetto quello prevedibile nel futuro sulla base dell'effettivo andamento demografico.

Hanno inoltre rilevato un’evidente “irragionevolezza” nelle previsioni di piano contestate che non recavano alcuna particolare motivazione in ordine alle ragioni del sovradimensionamento e del considerevole superamento degli standard minimi.

Il Consiglio di giustizia amministrativa a sezioni riunite, organo competente a rendere il prescritto parere ai fini della decisione del ricorso straordinario al presidente della Regione, ha ritenuto fondate le censure proposte dagli avvocati, rilevando come la scelta di pianificazione contestata dai ricorrenti discendesse da una carente ed irragionevole valutazione della situazione urbanistica effettivamente esistente nel territorio di Racalmuto, peraltro non sorretta da una congrua ponderazione degli interessi coinvolti che non rendeva apprezzabile una prevalente esigenza pubblica tale da giustificare il sacrificio dei contrapposti interessi delle ricorrenti.

Di conseguenza, il CGA ha concluso che la sovrabbondante quantificazione di aree da destinare a verde pubblico, rispetto agli standard minimi consentiti, non essendo sostenuta da specifiche motivazioni, risultasse priva di ragionevolezza e dunque illegittima.

Pertanto, nel rispetto del parere reso dal CGA, il presidente della Regione ha accolto il ricorso straordinario in questione e per l’effetto ha annullato il nuovo PRG del Comune di Racalmuto nella parte relativa alla destinazione urbanistica del terreno di proprietà delle due donne.

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