Cronaca

Esproprio per pubblica utilità, il Tar bacchetta il Comune

Il caso è quello di un tratto della circumvallazione Est. Accogliendo la tesi dell'avvocato Salvatore Falzone, l'amministrazione ha l'obbligo di far venire meno l'occupazione senza titolo

Il municipio di Agrigento

Espropriazioni per pubblica utilità. Il Tar Sicilia bacchetta il Comune di Agrigento. Il caso è quello di un lungo tratto della circumvallazione Est della strada comunale del quartiere di Monserrato.

Accogliendo la tesi dell'avvocato Salvatore Falzone, il tribunale amministrativo ha stabilito che "qualora successivamente alla dichiarazione di pubblica utilità non sia emanato, entro i termini di legge, il decreto di espropriazione definitiva, pur in presenza della realizzazione dell'opera pubblica programmata, non si ha il trasferimento in favore dell'ente pubblico".

L'amministrazione, dunque, ha l'obbligo di far venire meno l'occupazione senza titolo e deve, pertanto restituire il terreno ai legittimi proprietari, previa demolizione dell'opera realizzata e fatto salvo il diritto al risarcimento dei danni. In alternativa, lo stabilisce sempre il Tar, entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza, il Comune potrà emanare il provvedimento di acquisizione sanante, riconoscendo agli ex proprietari il valore venale del terreno aumentato del 10 per cento a titolo di danni morali e del 5 per cento del valore dell'immobile a titolo di occupazione illegittima.

Il Comune - ricostruisce l'avvocato Salvatore Falzone - in caso si mancata emanazione dell'acquisizione sanante, dovrebbe provvedere alla restituzione di un lungo tratto della circumvallazione Est della strada comunale del quartiere di Monserrato, con gravi disagi per la collettività.

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