Martedì, 16 Luglio 2024
La ricostruzione / Lampedusa e Linosa

Porto vecchio invaso dai liquidi fognari, sindaco si sostituisce ad Aica: "Avevamo già diffidato, ora valutiamo denuncia"

Per tamponare l'emergenza igienico-sanitaria, visto che non c'era nessuno della società che gestisce il servizio idrico che interveniva, Mannino ha assunto un potere sostitutivo d'intervento. E lo ha fatto incaricando, per eseguire gli interventi tampone, un'impresa locale

Lo sversamento di liquidi fognari è stato stoppato. Con un escavatore, fino a notte inoltrata, gli operai di un'impresa lampedusana hanno lavorato sul tratto di strada che dall'angolo Stazzone conduce verso Cala delle Palme, in zona porto vecchio, e hanno bloccato ogni sversamento. Le fognature, che hanno circa 40 anni di vita, ieri, sono esplose poco più sotto del rinomato Sbarcatoio. Ed è stato, di fatto, l'inferno. A determinare l'ennesimo sversamento di fognatura nelle acque del porto vecchio sarebbe stata un'otturazione, provocata da detriti, delle condotte. E con il primo intervento eseguito, la condotta fognaria è stata liberata. Ma i lavori proseguono, anzi dovranno proseguire perché l'emergenza igienico-sanitaria non è affatto risolta. 

Ad intervenire, per tamponare la nuova, ennesima, criticità è stata l'amministrazione comunale. Il sindaco delle isole Pelagie, Filippo Mannino, ha firmato un'ordinanza per un intervento sostitutivo ai danni di Aica. Perché del servizio idrico integrato (sia condutture idriche che fognarie ndr.) dal maggio dello scorso anno - quando sono state consegnate le reti - si occupa, è tenuta a occuparsi, Aica. E non il Comune di Lampedusa e Linosa. E ieri, il sindaco - per tamponare l'emergenza igienico-sanitaria visto che non c'era nessuno dell'Aica che interveniva - ha assunto un potere sostitutivo d'intervento ai danni di Aica appunto. E lo ha fatto incaricando, per eseguire gli interventi tampone, un'impresa locale. La stessa che, per Lampedusa, veniva chiamata da Aica, la stessa che a quanto pare non viene pagata da mesi dalla società che gestisce il servizio idrico integrato nella provincia di Agrigento. 

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"Già nei giorni scorsi e nelle passate settimane ho, più volte, diffidato Aica a intervenire - ha spiegato il sindaco Filippo Mannino - . Ci sono diverse criticità sulla rete idrica e fognaria dell'isola. Quanto avvenuto ieri è il caso più eclatante, ma ci sono diversi problemi. Un anno addietro, prima della cessione delle reti, avevamo fatto un intervento strutturale importante e i problemi, in quella zona, erano stati tamponati. Non risolti, ma tamponati. Si tratta di condotte, tanto idriche quanto fognarie, vecchie di quasi 40 anni e bisogna starci addosso, cioè fare sistematicamente la necessaria, indispensabile, manutenzione". E deve appunto farlo l'Aica, non certamente il Comune che non ha più alcun potere di intervento avendo ceduto le reti. 

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Mannino sta valutando, e la decisione verrà presa domani, di formalizzare una denuncia a carico di Aica per quanto accaduto ieri nella parte sottostante all'angolo Stazzone. La decisione verrà presa domani perché domani sarà in servizio il dirigente dell'Utc che il Comune ha a scavalco e sulla maggiore delle isole Pelagie arriva due volte a settimana. Sempre domani verrà valutato se, ed eventualmente, che tipo di intervento ambientale eseguire per ripulire-bonificare le acque di porto vecchio che sono state invase da puzzolenti liquami fognari. 

Molti lampedusani, ieri, in un ennesimo momento di sdegno e collera per quanto accaduto, se la sono presi con i vertici dell'attuale amministrazione. È vero che l'immediata interfaccia delle istituzioni, in tutte le realtà, è sempre il primo cittadino. Ma non sempre è il sindaco, e la sua amministrazione, a poter intervenire. Le reti idriche e fognarie e gli impianti di Lampedusa e Linosa sono stati appunto consegnati ad Aica lo scorso anno, dopo un accordo tessuto con le amministrazioni comunali che si sono succedute: quelle dei sindaci Martello e Mannino. Secondo quanto venne annunciato dal presidente dell'Ati, nel maggio del 2023, cioè quando vi fu la consegna delle reti di Lampedusa, si sarebbe dovuto procedere "con la ricognizione delle risorse disponibili (pozzi, fonti e sorgenti) sul territorio così da efficientarne l’utilizzo a beneficio dell’intero ambito, perseguendo il principio di solidarietà invocato nella disposizione del piano d’ambito". Di efficientamento, visto quanto accaduto ieri a Lampedusa, non si può però, un anno e passa dopo, certamente parlare. 

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